Confcommercio: 270mila imprese a rischio. Ambulanti, abbigliamento e bar a picco

Paterniano Del Favero
Mag 13, 2020

A parlare sono Roberto Berio, presidente di Sanremo On, e Andrea Di Baldassare, presidente cittadino di Confcommercio. Indino sollecita le forze politiche a smettere con la corsa agli annunci e di emanare leggi e direttive "scritte e univoche, senza dover aspettare le interpretazioni di chissà quale ente". Rimini è un unicum nel turismo, deve essere ascoltata per strutturare la ripartenza. Abbiamo fatto, come Confederazione, un lavoro enorme che gli esperti del Governo possono utilizzare e invece vediamo uscire sulla stampa anticipazioni che non stanno né in cielo né in terra, frutto di un approccio che non considera l'operatività delle imprese.

Altro tema caldo, sono le risorse: nei programmi dell'assessorato al turismo della Regione Puglia vi sono voucher per le assunzioni e microprestito per le PMI, ma le risorse non basteranno, motivo per cui serve un intervento forte da parte del Governo, che per ora ha annunciato la probabilità di un bonus vacanze da 500 euro a famiglia ed ipotizza il credito di imposta per le imprese alberghiere.

"Quella dei protocolli per la riapertura è ormai diventata una barzelletta e farebbe anche ridere se in tutta questa situazione non ci fosse da piangere - commenta Indino".

"Ogni giorno che passa, con il lockdown ancora in corso, aumenta il rischio che le attività commerciali non riescano a farcela a risollevarsi e rimanere in piedi".

"Chi se la sente di riaprire l'attività con questo quadro? Finora sul mercato sono andate più di dieci milioni di mascherine a prezzo calmierato".

Non è un grido nuovo alle orecchie ma è una realtà che era stata paventata fin da subito, ancor prima che il lockdown diventasse concreto, tangibile e comportasse conseguenze deleterie. Si tratta di condizioni insostenibili e molto più restrittive rispetto a qualsiasi altro ambito della vita sociale. Ma il governo non può chiederci di mantenere 4 metri quadri di distanza tra commensali perché sarebbe come intimarci di restare chiusi. "È necessario affidare ai gestori degli stabilimenti libertà operativa per la migliore organizzazione con misure differenziate sulla base del contesto in cui operano". "Stessa condanna per le gastronomie artigianali con l'impossibilità di consumare i prodotti sul posto, con gravissime ripercussioni sull'occupazione e una ricaduta tragica su tutta la catena agroalimentare del territorio". "Per le imprese senza dipendenti chiediamo misure economiche che garantiscano equità di trattamento".

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