Remuzzi: "La malattia ora sembra diversa, i pazienti sono meno gravi"

Barsaba Taglieri
Mag 9, 2020

A scattarla e a pubblicarla su 'Nephron' sono stati i ricercatori dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, che hanno immortalato il patogeno responsabile di Covid-19 su materiale autoptico fornito dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Affrontando la questione sanitaria, Remuzzi si è detto convinto che sia "successo qualcosa".

Il coronavirus sta apparentemente cambiando, nelle modalità attraverso le quali si manifesta e anche nelle proporzioni.

"Io sono molto ottimista sul fatto che il plasma funzioni - spiega il direttore del Mario Negri -". A detta sua, la malattia con il tempo sembra esser 'mutata' perchè i malati di Covid-19 sono diversi da quelli di settimane fa. La seconda lezione, ancora più importante, è che un contenimento urgente e decisivo a livello regionale avrebbe dovuto essere attuato per contenere l'epidemia.

Il direttore dell'Istituto Mario Negri Giuseppe Remuzzi con i medici Stefano Fagiuoli e Luca Lorini in un articolo sul New England Journal of Medicine illustrano le possibili cause della larga diffusione di Covid 19 a Bergamo e provincia, puntando il dito contro la mancata zona rossa e i pochi test effettuati sul personale sanitario. Adesso, se notate, continuano a diminuire i ricoveri in terapia intensiva ed anche i ricoveri nei reparti normali. "Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa".

Il professor Remuzzi parla di un attenuarsi dell'effetto del virus che riguarda una situazione nazionale e non solo le province di Bergamo e Milano, evidentemente tra le più colpite d'Italia. Dei primi 510 pazienti con Covid-19 confermati che sono stati ammessi, il 30% è deceduto.

"Ci sarà il vaccino, ma probabilmente quando arriverà io mi auguro, se le cose andranno come vanno adesso, che il virus non ci sarà più. Non troviamo gli ammalati per fare gli studi" le sue parole rassicuranti. Abbiamo una comprensione chiara dei meccanismi come quelli della coagulazione. Remuzzi ha inoltre precisato di non sapere "se è il virus è mutato o se a essere cambiata è la carica virale di ogni paziente, l'unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all'inizio della pandemia".

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