Ipossia silenziosa, l’effetto collaterale del coronavirus che uccide i giovani

Barsaba Taglieri
Mag 9, 2020

I pazienti particolarmente esposti sono i giovani che si presentano all'ospedale ignari e già con situazioni di salute gravemente compromesse. L'ipossia silenziosa, in particolare, colpirebbe i giovani, che spesso arrivano in ospedale quando è troppo tardi proprio perché non sono consapevoli del problame, di averla contratta. L'ultimo allarme riguarda la cosiddetta ipossia silenziosa, ovvero una pericolosissima condizione in cui i pazienti hanno tutti i segni clinici dell'ipossia (che comporta lesioni polmonari gravissime, scarso ossigeno nel sangue e compromissione potenziale di diversi organi) senza però avere alcun sintomo evidente di mancanza d'aria. La scoperta è arrivata da Richard Levitan del Littleton Regional Healthcare nel New Hampshire alla CNN. Normalmente la sindrome covid, quando si aggrava, si associa a polmonite e gravi difficoltà respiratorie: il paziente in queste condizioni appare letargico, comatoso. I pazienti sono vigili, capaci di usare lo smartphone, avvertendo soltanto qualche dolore a livello respiratorio.

Gli unici lievi sintomi riscontrati nei pazienti prima dell'ipossia sono febbre e problemi intestinali.

Le persone che rischiano di più sono i giovani che notano questa loro conduzione solo dopo molti giorni di malattia. L'ipossia silente è dunque molto pericolosa perché il paziente arriva a chiedere aiuto solo quando è già molto tardi.

Per questo motivo il dottor Levitan afferma che i pazienti in quarantena in casa dovrebbero essere dotati di pulsossimetri (servono per misurare la saturazione arteriosa di ossigeno dell'emoglobina e la frequenza cardiaca) e istruiti sul corretto uso dello strumento, per rilevare eventuali carenze di ossigeno anche asintomatiche.

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