"Il coronavirus potrebbe diventare un raffreddore": parla l'esperto

Barsaba Taglieri
Mag 9, 2020

Lo ha detto durante l'ultima puntata di "Otto e Mezzo", su La7, Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia all'Ospedale San Raffaele e professore all'Università Vita Salute San Raffaele.

Fino a quando un virus non impara a convivere con l'ospite per sopravvivere, "è sempre molto aggressivo" nelle prime fasi. Secondo Palù, ci sono fondamentalmente due possibilità: la prima è che il Covid-19 si comporti come accadde nel 2002 con la Sars, o successivamente con la Mers, ovvero che sparisca e si estingua con l'arrivo dell'estate senza dare più traccia; la seconda, decisamente meno positiva, è che il virus si attenui durante l'estate e ritorni dopo con maggiore violenza. "È successo più tardi nel '600, nelle isole del Pacifico".

"Tutto questo per dire che questo coronavirus potrebbe nel tempo se continua così, modificare il suo rischio clinico sia adattarsi all'ospite, come stiamo studiando in questo momento".

Per questo motivo, ha aggiunto, "ci aspettiamo che questo nuovo coronavirus possa pian piano diventare innocuo, come i suoi 'cugini' responsabili del raffreddore". "Sono sicuro, perché dai nostri studi emerge che il profilo clinico di questa malattia è mutato. Tutte le regioni hanno l'R0 inferiore a uno, ciò che conta è la disponibilità di letti, di posti in rianimazione, il numero di tamponi eseguiti", ha dichiarato Palù. "La malattia si sta modificando, sta perdendo la sua potenza" dice. "Magari le terapie efficaci".

Il dottor Clementi afferma che, una volta colpito un soggetto, il virus è come se ne prendesse le sembianze, adattandosi, quindi subendo alcuni cambiamenti genetici, finirebbe di essere così nocivo. Causando, magari un giorno, solamente un raffreddore.

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