La Bce lascia i tassi invariati "Pronti ad acquistare piu' titoli"

Paterniano Del Favero
Mag 3, 2020

La BCE ha come prerogativa quella di calmierare l'inflazione sotto al 2%, senza un contraltare specifico nel caso il tasso sia ben lontano da quel valore, come accade da anni in tutta l'Eurozona.

Il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA continuerà a essere reinvestito, integralmente, per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui il Consiglio direttivo inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

L'autorità monetaria europea effettuerà poi una nuova serie di "operazioni di rifinanziamento a più lungo termine non mirate di emergenza pandemica (Peltro)" per "sostenere le condizioni di liquidità" nel sistema finanziario dell'Eurozona e contribuire a "preservare il regolare funzionamento dei mercati monetari fornendo un efficace sostegno di liquidità". Saranno condotte mediante procedure d'asta a tasso fisso con piena aggiudicazione degli importi richiesti, applicando un tasso di interesse inferiore di 25 punti base rispetto a quello medio sulle operazioni di rifinanziamento principali nell'arco della durata di ciascuna ORLTEP.

Proseguiranno anche gli acquisti del programma di acquisto di attivi (App) a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, insieme agli acquisti della dotazione temporanea aggiuntiva di 120 miliardi di euro fino alla fine dell'anno.

La BCE sosterrà tutti i cittadini europei e la stima di un tasso d'inflazione verso il basso dovrebbe dare spazio di manovra utile per interventi aggressivi e repentini da parte dell'istituto. Lagarde ha parlato di una contrazione dell'economia "senza precedenti". Ma la Bce, per ora, preferisce aspettare cosa succederà con i lockdown europei, variabile chiave per stimare una recessione imprevedibile: il prossimo consiglio direttivo di politica monetaria è il 4 giugno, e possono sempre esserci decisioni d'emergenza.

La BCE sta calmierando gli spread e tenendo sotto controllo questi valori nonostante una iniziale scivolata (la famosa gaffe della Lagarde) e continuerà a farlo. In più le misure varate allora apparivano insufficienti a gestire la gravità situazione - posto che la riunione si svolse il 12 marzo, quando forse la gravità dirompente della pandemia non era ancora chiara a tutti, anche perché non aveva ancora coinvolto tutti i Paesi allo stesso modo - e oltre alle correzioni di retorica l'istituzione è velocemente intervenuta con un surplus di provvedimenti, a cominciare dal sovramenzionato Pepp. Probabilmente questi strumenti sarebbero stati molto più utili, ma per il momento la BCE, alla pari dell'Europa a cui si collega direttamente, sono molto in ritardo e forse non comprendono l'entità del fenomeno che si protrarrà dinnanzi.

La Bce ha fatto abbastanza per l'Italia?

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