Eurozona: il PIL del 1° trimestre è crollato più del previsto

Paterniano Del Favero
Mag 2, 2020

Nel primo trimestre, secondo la prima stima di Eurostat, il Pil nella zona euro ha segnato un calo del 3,8% e nella Ue del 3,5% rispetto al quarto trimestre 2019, quando la crescita era stata rispettivamente dello 0,1% e 0,2%.

Nel primo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2015, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito del 4,7% rispetto al trimestre precedente. La variazione del Pil acquisita per il 2020 dal dato del primo trimestre è di -4,9% ed è il risultato che si avrebbe in assenza di ulteriori variazioni fino a fine anno. Dati che spaventano perché di quel trimestre, solo l'ultima parte (quella da metà marzo) ha subito gli effetti dei vari lockdown conseguenti alla pandemia. La flessione del Pil è di "un'entità mai registrata dall'inizio del periodo di osservazione dell'attuale serie storica che ha inizio nel primo trimestre del 1995".

"La stima preliminare del Pi - spiega l'Istat - risente degli ostacoli posti dall'emergenza sanitaria in corso alla raccolta dei dati di base, che costituiscono l'input per l'elaborazione dei conti nazionali". Come di consueto, la stima rilasciata sarà oggetto di revisione nelle prossime diffusioni.

Dal lato della domanda, sottolinea l'Istituto di statistica, vi sono ampi contributi negativi sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. Il calo è del 4,7% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% in termini tendenziali, rispetto al primo trimestre 2019. E' il piu' grande declino nella storia delle valutazioni trimestrali del Pil iniziate nel 1949 e supera di gran lunga le diminuzioni nel primo trimestre del 2009 (-1,6%) e anche dl secondo trimestre del 1968 (-5,3%), come ha precisato Insee.

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