Il virus affonda anche il petrolio: le quotazioni Wti ai minimi storici

Paterniano Del Favero
Aprile 27, 2020

Nel 2011, a titolo di confronto, il barile WTI valeva ancora 114 dollari.

Lunedi' scorso il crollo storico a -37,63 dollari (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 23 apr - Il prezzo del petrolio e' in risalita ma la seduta di lunedi' 21 aprile restera' nella storia con il barile di Wti che e' arrivato a trattare a -37,63 dollari al barile. L'ETF ha una porzione significativa dei contratti aperti sul mercato e il fatto che li dovesse rinnovare, vendendo massicciamente il future di maggio e comprando quello di giugno, ne ha esacerbato la differenza di prezzo. Il barile è quotato attualmente sui 26 dollari e mezzo. In particolare il greggio WTI, è precipitato sotto i 10 dollari, il valore più basso degli ultimi 30 anni, dal 1986. La domanda globale sta evaporando e l'offerta, nonostante i recenti tagli dell'OPEC+, è in eccesso.

Questa possibilità di essere persino pagati per fare il pieno non è minimamente accaduta ma non si è nemmeno realizzato un calo consistente nei prezzi alle colonnine dei distributori. Sul mercato ogni giorno vengono estratti 10-15 milioni di barili in più del necessario.

I contratti per giugno, luglio, agosto e settembre contengono invece le perdite lasciando intravedere l'attesa di una ripresa della domanda con le maggiori economie che si muovono verso la normalità.

Prezzo del petrolio in territorio negativo, cosa significa?

Il prezzo negativo del greggio è quindi un'indicazione della cifra che i produttori sarebbero disposti a pagare per cedere il surplus di produzione e uscire temporaneamente dal mercato senza spegnere gli impianti. In Europa questo non è avvenuto, cosa che per il momento ha ammortizzato la discesa del Brent che ha registrato uno scollamento record dal prezzo dell'omologo americano. Non a caso qui si sono localizzate le più vigorose proteste contro il lockdown. È per questo che l'incidente dei prezzi negativi, episodio legato ai meccanismi finanziari delle borse a termine, sarà presto dimenticato e i nostri festeggiamenti saranno belli che finiti. Se oggi fosse presente una compagnia armatoriale con una grande capacità di stoccaggio inutilizzata, nulla vieterebbe a questa di riempire all'orlo la propria riserva (venendo perfino pagata nel farlo!) per poi riprendere i propri commerci con dei costi operativi addirittura dimezzati.

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