Il cardinale Pell prosciolto dalle accuse di abusi: verdetto unanime dei giudici

Bruno Cirelli
Aprile 9, 2020

E' libero il cardinale Geroge Pell, che stava scontando una condanna a 6 anni per pedofilia nel suo Paese. In particolare, secondo i giudici, la Corte d'Appello di Victoria, che lo scorso agosto aveva confermato la sentenza di condanna del cardinale George Pell, "ha mancato di affrontare la questione se rimaneva una ragionevole possibilità che il reato non avesse avuto luogo", cioè dell'assenza di ogni ragionevole dubbio.

L'Alta Corte ha dunque ribaltato la sentenza di condanna a sei anni della Corte d'Appello emessa nell'agosto dell'anno scorso che confermava la decisione del Tribunale di Melbourne del dicembre 2018. Il porporato di 78 anni, ex capo della Segreteria per l'Economia del Vaticano, ha vinto il ricorso presso l'Alta Corte australiana che ha deciso il suo proscioglimento. Durante il processo il 30enne "J" ha testimoniato a porte chiuse, mentre per "R", l'altra presunta vittima deceduta nel 2010 per un'overdose come conseguenza - ha sostenuto l'accusa - degli abusi subiti, a testimoniare è stato il padre.

Pell - che è stato portato in un monastero Carmelita a Melbourne immediatamente dopo essere stato liberato dal carcere - ha sempre sostenuto la sua innocenza, da quando è stato accusato nel giugno del 2017.

Secondo i giudici dell'Alta Corte, però, vi erano anche altre testimonianze in cui si diceva che Pell, allora arcivescovo di Melbourne, solitamente salutasse i parrocchiani sulle scale davanti alla cattedrale, per periodi fino a 15 minuti dopo la messa, gli stessi minuti in cui era accusato delle molestie avvenute nella sacrestia.

Intanto, Papa Francesco, all'inizio della messa del mattino del 7 aprile, a Casa Santa Marta, ha riflettuto: "In questi giorni di Quaresima abbiamo visto la persecuzione che ha subito Gesù e come i dottori della legge si sono accaniti contro di lui: è stato giudicato sotto accanimento, con accanimento, essendo innocente".

Al di là della sentenza che ha prosciolto Pell dalle accuse, sulla sua figura restano "ragionevoli dubbi". Adesso pare intenzionato ad evitare possibili strumentazioni: in un comunicato diffuso poco dopo la sua assoluzione, Pell ha detto come il suo processo "non era un referendum sulla Chiesa cattolica, né su come le autorità della Chiesa in Australia hanno trattato il crimine della pedofilia tra i preti", aggiungendo di aver "sofferto una grave ingiustizia" che "è stata rimediata oggi".

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