Coronavirus, il rapporto dell’Imperial College: "In Italia salvate 38 mila vite"

Bruno Cirelli
Marzo 31, 2020

Qui gli interventi di contrasto al coronavirus sono iniziati tra il 12 e il 14 marzo, e gli studiosi hanno analizzato i decessi fino al 28 marzo, avendo così una finestra di 2-3 settimane su cui stimare l'effetto dei provvedimenti. E sempre le stime dell'Imperial hanno fatto cambiare idea a Boris Johnson che prima di chiudere tutto aveva sposato la controversa strada dell'immunità di gregge. "Molti paesi europei hanno ora implementato misure senza precedenti per mitigare l'impatto di Covid-19, tra cui l'isolamento di casi confermati e sospetti, la chiusura di scuole e università, il divieto di raduni di massa e, più recentemente, lo stop" delle attività produttive, rileva l'Imperial College. Queste le parole di Roberto Burioni sul sito MedicalFacts. Poi c'è il totale dei contagiati che ieri ha superato quota 100.000, attestandosi al secondo posto a livello mondiale per numero: solo negli Stati Uniti ci sono numeri più alti.

Lo studio si basa sull'analisi matematica dei dati forniti quotidianamente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie circa i decessi legati a Covid-19 in 11 Paesi europei colpiti dall'epidemia: Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

"I nostri risultati suggeriscono che interventi come il distanziamento sociale o i blocchi hanno già salvato molte vite e continueranno a salvare vite", ha spiegato Axel Gandy, della cattedra di statistica del Dipartimento di Matematica dell'Imperial College. L'analisi del team mostra che, con gli attuali interventi in atto, le misure in tutti i Paesi esaminati hanno evitato tra 21.000 e 120.000 decessi fino a oggi. "L'impatto della pandemia è estremo - aggiunge - ma sarebbe stato molto peggio senza gli interventi adottati".

Burioni riporta semplicemente i dati di uno studio condotto dai ricercatori dell'Imperial College di Londra. Contiene tanti dati dei quali parleremo, ma ora voglio farvi notare la stima del numero di persone che sono state infettate in Italia al 28 marzo 2020. Questa stima corrisponde al 9,8% della popolazione, quindi intorno a 5,9 milioni di casi. "Capite perché i numeri che sentite in tv ogni giorno alle 18 non hanno molto significato?".

Le infezioni di COVID-19 in Italia hanno colpito il 9,8% della popolazione, per un totale di 5,9 milioni di casi. Secondo il report dei ricercatori britannici, infatti, in Germania sarebbe stato infettato al momento solo lo 0,41% della popolazione.

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