RC Auto e coronavirus: i prezzi scendono, ecco dove costa meno

Paterniano Del Favero
Marzo 29, 2020

NON LE ASSICURAZIONI Sebbene il Paese stia attraversando un momento delicatissimo, con quasi tutte le attività produttive ferme, si dimostra attivo il settore delle assicurazioni auto online (+15% rispetto al 2019).

Calano i prezzi dell'RC Auto a causa del coronavirus. Sebbene l'assicurazione auto non sia un bene strettamente primario crediamo che il motivo di questi dati sia da ricercare nel maggior tempo a disposizione degli italiani in questo periodo: tra aziende chiuse e smart working molti di noi si sono riversati online, soprattutto chi, preoccupato dagli scenari economici futuri, è alla ricerca del risparmio. Sul fronte dell'assicurazioni auto e moto, il decreto Cura Italia non ha previsto alcuna sospensione dei pagamenti, ma un allungamento da 15 a 30 giorni del periodo durante il quale l'Rc Auto continua a coprire il guidatore - anche dopo la sua naturale scadenza - prima che subentri la nuova polizza.

Il calo più ingente delle polizze RC Auto lo si nota maggiormente in alcune regioni: Puglia (-23%), Lombardia (-20%), Liguria (-18,6%).

Robero Pierri, manager responsabile della BU Assicurazioni si SOStariffe.it dice: "quello che registriamo è una maggiore qualità del traffico, nonostante le ricerche siano fisiologicamente in diminuzione". Cliccando sul pulsante che consente di completare il pagamento dell'importo, le vittime, sono reindirizzate a un sito di phishing. L'assicurato online è un uomo di età compresa tra i 35 e i 54 anni, che vuole sfruttare al meglio le opportunità di risparmio offerte dalla comparazione sul web. Si registrano rialzi solo in Valle d'Aosta (+2,7%) ed in Abruzzo (+14,6%).

REGIONE PER REGIONE La riduzione media dei prezzi in Italia è stata dell'11,6% e quasi tutte le regioni hanno riscontrato un calo.

Il 41% degli utenti vive nel Nord Italia, il 36% consulta i comparatori dal Sud ed il restante 23% viene dal Centro. Questi consumatori, nella maggior parte dei casi, hanno almeno un figlio e appartengono ad una fascia di reddito medio-bassa con il 48% del target che è costituito da operai e impiegati. Anche qui si è verificata una forte riduzione nelle sottoscrizioni, con la stagione che era partita con il piede giusto e un aumento di oltre 100% sui volumi di febbraio per poi calare nelle prime tre settimane di marzo a un -45%.

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