Coronavirus: Moretti, 'basta egoismi nazionali, Draghi segna la via'

Bruno Cirelli
Marzo 27, 2020

Si apre così un articolo che Mario Draghi firma sul Financial Times. Oggi molti temono per la loro vita o piangono i loro cari scomparsi. "La velocità del deterioramento dei bilanci privati, causata da uno shutdown che è inevitabile e opportuno - scrive ancora Draghi - deve incontrare un'eguale velocità nel dispiegare i bilanci dei governi, mobilitare le banche e, come europei, sostenerci l'un l'altro in quella che è evidentemente una causa comune". Gli sconvolgimenti che stiamo affrontando non sono ciclici. La perdita di reddito non è colpa di coloro che ne sono vittima. Il costo dell'esitazione può essere irreversibile. "La memoria delle sofferenze vissute negli anni Venti è sufficiente come ammonimento". "La priorità non deve essere solo offrire un reddito di base a chi perde il lavoro - spiega - Dobbiamo proteggere la gente dalla perdita del lavoro".

Per questo va accettato il principio della normalità di più alti livelli di debito pubblico, nel prossimo futuro.

"Il ruolo proprio dello Stato - sottolinea Draghi - è utilizzare il proprio bilancio per proteggere i cittadini e l'economia contro gli shock di cui il settore privato non è responsabile e che non può assorbire".

Se quando in Italia sarà superata l'emergenza sanitaria legata al coronavirus il Paese dovesse scivolare in una forte crisi economica, l'ipotesi di un governo di unità nazionale presieduto da Mario Draghi rimarrebbe un'opzione valida, ma il problema sarà quello di trovare i numeri in Parlamento. Le guerre sono state finanziate da aumenti del debito pubblico. In Austria-Ungheria, Russia e Francia, nulla dei costi della guerra fu pagato con le tasse. Ma inevitabilmente, in tutti i paesi, la base fiscale venne drammaticamente indebolita dai danni provocati dalla guerra e dall'arruolamento. "Oggi è a causa dell'angoscia umana della pandemia e della chiusura". E per farlo aggiunge Draghi è necessario "una immediata iniezione di liquidità" che risulta "essenziale per tutte le imprese per coprire le spese operative durante la crisi, siano esse grandi o piccole". "Per una questione di equità non mi sentivo di gravare pesantemente sui pensionati se non avessimo fatto qualcosa a carico anche dei più abbienti". In questo modo - è la ricetta di Draghi - diventerebbero "strumenti di politica pubblica" e "il capitale di cui hanno bisogno per svolgere questo compito deve essere fornito dal governo sotto forma di garanzie statali". In altri settori, questo probabilmente non sarà possibile.

I livelli di debito pubblico dovranno essere incrementati.

Secondo lo scenario delineato da Draghi nel suo intervento sul Financial Times, l'Europa avrebbe un buon bagaglio di risorse per affrontare questa situazione straordinaria. Ha una struttura finanziaria capace di far confluire fondi in ogni parte dell'economia.

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