Esselunga: le eredi di Caprotti verso il 100% dell’azienda

Paterniano Del Favero
Marzo 26, 2020

Liquidati i figli di primo matrimonio, la nuova vita di Esselunga può partire.

Nel settembre 2016, poco prima che l'imprenditore venisse a mancare, anche Cvc aveva formulato un'offerta non vincolante sulla società della grande distribuzione che valutava il gruppo 6 miliardi di euro.

Inoltre Esselunga si fonderà con le sue controllanti e, di conseguenza, si farà carico degli obblighi previsti dai finanziamenti.

In pratica, per arrivare a possedere il 100% delle quote di Supermarkets Italiani, la famiglia Caprotti dovrà acquistare quote pari a 535 milioni di euro. L'accordo prevede al contempo per i due fratelli la possibilità di liquidare il 30% in Supermarkets Italiani tramite la quotazione in Borsa della società o grazie a un'opzione call per le azioniste di maggioranza, ossia il diritto di acquisto della partecipazione di minoranza, col conseguente obbligo di Giuseppe e Violetta a cedere le proprie azioni in caso di esercizio dell'opzione. Allora era stato precisato che il prezzo d'acquisto sarebbe stato determinato da terze parti indipendenti. E' durato più di un anno l'attività di valutazione. Secondo gli accordi presentati ieri al board di Esselunga, Marina Caprotti e la madre Giuliana Albera acquisteranno per 1,8 miliardi il 30% che fa capo a Violetta e Giuseppe Caprotti. Tenendo conto delle diverse operazioni collegate all'acquisizione, le disponibilità liquide e mezzi equivalenti pro-forma scenderebbero a 306 milioni e la posizione finanziaria netta rettificata negativa salirebbe a 1,736 miliardi, a fronte di ricavi per 8,14 miliardi e un ebitda rettificato di 675 milioni. Ci saranno vari step per pagare 1,83 miliardi di euro. Questa la stima del lodo arbitrale presieduto da Enrico Laghi, che da oltre 14 mesi studia a fondo i bilanci di Supermarket Italiani e di tutte le sue controllate. Di questi - riporta il Corriere della Sera - "cento milioni in denaro mentre altri 435 milioni verranno dalla cessione a un investitore finanziario del 32,5% del capitale di Villata, il polo immobiliare che ha in pancia buona parte dei 159 supermercati di Esselunga che è proprietaria del restante 67,5%". Il debito bancario deriverà dall'utilizzo delle linee di credito, con l'utilizzo dell'acquisition facility con scadenza a sette anni per un importo di 762 milioni e utilizzo della linea "bridge" con una scadenza massima di 15 mesi per un importo di 550 milioni.

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