Coronavirus, Conte rifiuta la bozza Ue sugli aiuti

Bruno Cirelli
Marzo 26, 2020

E' quanto hanno riferito fonti di Palazzo Chigi durante il Consiglio Europeo in videoconferenza.

Sia chiaro: nessuno può permettersi di pensare solo a se stesso: "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato", scandisce il presidente del Consiglio, "allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l'Italia non ne ha bisogno!". Nove leader europei, tra i quali il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron, hanno firmato una lettera congiunta per chiedere, in vista del vertice europeo di domani, la creazione dei 'Coronabond' per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia. L'Italia, ha spiegato, non ha interesse a "mutualizzare il debito pubblico", ogni paese risponderà per se.

CHI SI OPPONE - L'appello di Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Grecia, Portogallo, Lussemburgo e Slovenia per l'emissione di "uno strumento di debito comune" ha incassato il no di Austria, Germania e Olanda. L'Italia insomma "ha le carte in regola con la finanza pubblica: il 2019 l'abbiamo chiuso con un rapporto deficit/Pil di 1,6 anziché 2,2 come programmato".

Secondo fonti di Palazzo Chigi inoltre, il premier Conte avrebbe poi aggiunto: "Qui si tratta di reagire con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile".

"Se gli aiuti sono quelli del passato, facciamo da soli". Quello che serve è "una risposta forte ed adeguata, una risposta che "dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa". Ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio al Tg1. "Per salvaguardare l'economia il G20 deve far ricorso a tutti gli strumenti di politica economica e fiscale, e le risposte nazionali devono essere coordinate in modo da rafforzare la loro efficacia".

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