Papa a Santa Marta prega per chi ha difficoltà economiche

Bruno Cirelli
Marzo 23, 2020

Bergoglio invita "tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo".

"Alla pandemia del virus vogliamo rispondere con la universalità della preghiera, della compassione, della tenerezza - ha spiegato il Papa -". Così il Papa all'Angelus, annunciando due iniziative: l'invito a tutti i cristiani delle varie confessioni a recitare insieme il Padre Nostro mercoledì 25 marzo a mezzogiorno, e un momento di preghiera da lui presieduto venerdì 27 marzo, con speciale benedizione Urbi et Orbi sul sagrato di San Pietro. La data non è scelta a caso, cadendo nella festa dell'Annunciazione, in prossimità della Pasqua: "Nel giorno in cui molti cristiani ricordano l'annuncio alla Vergine, possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto".

Poco dopo la fine dell'Angelus, la Sala Stampa della Santa Sede ha emesso un comunicato per ribadire alcune particolarità dell'evento del 27 marzo, quando Francesco, "in questo tempo di emergenza per l'umanità" - si legge nella nota - inviterà "i cattolici di tutto il mondo a unirsi spiritualmente in preghiera con lui".

Inoltre, il Papa, sempre per placare il terrore seminato dal Coronavirus, invita i cristiani a leggere il capitolo 9 del Vangelo di Giovanni, certo che tutti possano trarre conforto da esso in questo difficile momento.

Ancora un Angelus a distanza per papa Francesco, il quale ha chiamato a raccolta i fedeli in diretta streaming. Rimaniamo uniti e facciamo sentire la nostra vicinanza alle persone più sole, ai medici e al personale sanitario, ai volontari. E, al termine, ci sarà la Benedizione Urbi et Orbi, con la possibilità (secondo le modalità del nuovo decreto, data l'impossibilità di confessarsi direttamente con il sacerdote) di ricevere l'indulgenza plenaria. Alle autorità che devono prendere misure dure, ma per il bene nostro. Ai poliziotti, ai soldati, che sulle strade cercano di mantenere l'ordine.

Proprio alle famiglie, costrette a rimanere in casa a causa del Coronavirus, il papa ha rivolto il suo pensiero in una delle omelie a S. Marta: "vorrei ricordare le famiglie che non possono uscire di casa".

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