La Repubblica Ceca ha sequestrato mascherine dalla Cina per l'Italia

Bruno Cirelli
Marzo 23, 2020

"Questa mattina il ministro degli Affari Esteri della Repubblica Ceca, TomᚠPetrícek, ha comunicato all'ambasciatore italiano Francesco Saverio Nisio che, in attesa che la polizia ceca concluda le indagini relative al materiale sanitario ritrovato a Lovosice, la Repubblica Ceca invierà al più presto in Italia 110.000 mascherine provenienti dalle proprie scorte, in numero pari a quelle che avrebbero dovuto raggiungere il nostro Paese e sono state invece trafugate e sequestrate dalle autorità ceche". "La versione ufficiale con i primi comunicati diceva all´inizio che su trattava di mascherine e respiratori confiscati, parlando di materiale rubato a imprese ceche da criminali senza scrupoli che volevano venderle a costo maggiorato sul mercato internazionale, sfidando i severi limiti all´export medico imposti in Cechia come altrove dall´emergenza".

Infatti sono apparsi foto e filmati che hanno fatto capire la squallida verità. Ma poi è emerso che tra gli scatoloni sequestrati dalla polizia ce n'erano alcuni con sopra stampate le bandiere di Cina e Italia, così come alcune scritte in mandarino e in italiano con cui le autorità di Pechino mandavano i loro incoraggiamenti a Roma. "I doganieri hanno sequestrato centinaia di migliaia di mascherine".

"Il ministero della Salute ceco è stato contattato", continua Lukas Lev Cervinka, "e ha insistito nella versione ufficiale, ripetendo la menzogna del sequestro di materiale destinato a vendite illegale. Purtroppo successivamente è venuto alla luce che una parte era un dono cinese all'Italia, che sarà risarcita". A riconoscerlo è il ministro dell'Interno ceco Jan Hamacek. Tutti i media diffusero allora la storia, ma poi la verità è stata scoperta, e si vedevano chiaramente le etichettature sugli scatoloni inviati da Pechino: aiuto umanitario cinese per l´Italia. "Aggiungendo in termini generici che l'Italia non avrebbe perso nulla", ha rimarcato Cervinka. "Il governo appunto si è limitato alle parziali ammissioni dei tweets del ministero dell´Interno, i suoi vertici tacciono con Italia e resto dell´Unione europea". Il materiale confiscato dalle autorità ceche del resto "resterà di fatto nella Repubblica ceca perché è stato già distribuito agli ospedali nazionali mobilitati per affrontare il Coronavirus e registrato nei loro inventari". "Non è affatto un gesto di politica europea, è una storia molto vergognosa" ha concluso Cervinka.

L'assessore si augura che "vengano restituiti al Lazio i dispositivi sottratti indebitamente".

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