Coronavirus, medico 73enne torna in servizio per aiutare. Si contagia e muore

Barsaba Taglieri
Marzo 23, 2020

Dall'isolamento a cui è costretto è stato protagonista di un lungo sfogo, in cui ha voluto contestare i metodi di diffusione dei dati relativi al Coronavirus. All'indomani degli amici lo hanno fatto trasferire in ospedale. Attenzione, però, a chi li ritiene fuorvianti. Sono falsi perché tu un rapporto tra chi guarisce e chi muore lo fai soltanto se hai la certezza di quanti sono i malati.

Ma non ci sono inchieste della Procura: "Corre, altresì, l'obbligo di precisare in merito alla infezione da Coronavirus che mio fratello ha diligentemente rispettato tutti i protocolli sanitari e tutto ciò che i medici contattati gli hanno detto di fare".

Fabrizio Lucherini ha dunque assunto la propria vicenda come cartina di tornasole della situazione.

Come da protocollo, cinque segretarie e quattro infermiere, sono state messe in quarantena dal presidente della cooperativa "So.Co.Me." di cui sono dipendenti, avendo tutte avuto contatti con il medico positivo al Coronavirus. "Io non rientro nei numeri, e probabilmente sono un contagiato, e quindi che- mi auguro- ce l'ha fatta (...)". Non vi fate abbindolare. "Se fai i tamponi a tutti e ti muore il 30%, puoi dire che la mortalità è il 30%, ma se fai il tampone soltanto a 'sti cadaveri che ti arrivano che ormai c'hanno 39 di febbre, tosse pazzesca, difficoltà respiratorie e più di 80 anni e muoiono, poi in televisione ti vengono a raccontare 'sta stronz***a".

I difficili giorni che sono seguiti, prima in terapia intensiva, poi nel reparto malattie infettive e infine nell'ospedale di Noventa Vicentina, sono stati vissuti con la determinazione a non cedere e tornare prima possibile alla sua vita di sempre. "Il tasso di letalità in Italia è più elevato perché, oltre ad avere una popolazione più anziana, non si stanno testando (e di conseguenza isolando) i casi più lievi", ha dichiarato recentemente il vicedirettore generale dell'Oms, Bruce Aylward.

"Alla fine di tutta questa storia, e ve lo sottoscrivo, la mortalità [forse fatalità, n.d.r.] arriverà all'1 o all'1,5%" profetizza il medico. Questo perché, se ricordate, ad un certo punto (nei giorni successivi alla zona rossa di Codogno) il nostro governo affermava che noi stavamo facendo i tamponi e gli altri "furbi" no, con riferimento a Germania e Francia.

"In questo Stato di in cui il tampone non te lo fanno, non perché manca la stecchetta che vi mettono in gola, mancano i reagenti, mancano i microscopi, il personale che li legge". Questo virus è pericoloso ma non come cercano di farci credere. "La scelta di chiudere tutta la nazione - conclude il professor Lucherini - è dettata dal fatto che non possiamo fare i tamponi, hanno chiuso una nazione, ma ti rendi conto?" Una follia. E ancora danno la colpa ai runner, ragionate con le vostre teste. Vi prego ragazzi mi girano i coglioni ma francamente non ne posso più. Ma quale eccellenza italiana? La merda italiana. Ma eroi di che? Gino, però, non sapeva che quella febbricciola era solo l'inizio e che da lì a pochi giorni le sue condizioni di salute sarebbero peggiorate progressivamente.

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