Coronavirus, la luce in fondo al tunnel: anche oggi diminuiscono i contagiati

Bruno Cirelli
Marzo 23, 2020

L'ultimo bollettino della Protezione civile, letto dal commissario all'emergenza Angelo Borrelli, recita 50.418 pazienti contagiati in Italia, 3.780 in più rispetto a ieri. Ora questi uomini e queste donne sono tornate alla casa del Padre, e a loro vanno le nostre preghiere per la loro vita eterna. 49 terapie intensive in più oggi, non sono quelli che avrebbero avuto bisogno di terapie intensive oggi ma quante ne abbiamo disponibili.

Ieri i nuovi contagi nel Lazio, rispetto al giorno precedente, erano 193, mentre l'incremento nelle ultime 24 ore è stato di 157 nuovi pazienti positivi al coronavirus. Di questi 522 sono in isolamento domiciliare, 671 sono ricoverati non in terapia intensiva, 79 in terapia intensiva.

Si tratta di protocolli per l'ingresso in casa, della coesistenza con le persone a rischio e per l'uscita da casa. Il dato comprende sia le vittime che i guariti. Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità (CSS).

Per quanto riguarda la Lombardia, "la mortalità in quella regione è del tutto anomala, non basta l'età media a spiegarla", "paghiamo il fatto di non aver fatto campagne di test mirti su determinate categorie, quando ad esempio in ospedali come Codogno e Alzano Lombardo ci sono stati i primi casi". E come sottolinea l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, per la prima volta scende da 9.439 a 9.266 il numero dei ricoverati, che per gli ospedali Lombardi allo stremo è una discesa che equivale a una boccata di ossigeno. Sono complessivamente 6.077 le vittime di coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 60.

Anche in tutta la regione Lombardia la crescita dei contagiati è stata dimezzata.

Nel frattempo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia gli Stati sul diffondersi dei contagi di Covid-19, che sono oltre 350mila nel mondo. Il totale complessivo è ora di 283 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 82 ad Alessandria, 10 ad Asti, 28 a Biella, 20 a Cuneo, 40 a Novara, 66 a Torino, 15 a Vercelli, 17 nel Verbano-Cusio-Ossola, 5 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

Un timido segnale positivo che ci fa ben sperare.

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