Coronavirus, la soluzione di Moggi: "Non assegnare il titolo e campionato a 22 squadre"

Rufina Vignone
Marzo 22, 2020

Ora faccio un grosso in bocca al lupo a D'Agostino perché ne ha bisogno, vedere l'Avellino in Lega Pro fa impressione per chi come me ha visto altri fasti, sperando possa riportarlo dov'era un tempo anche se è difficile emulare Sibilia, i tempi sono diversi, ma un grosso augurio a tutti gli avellinesi perché possano riavere la squadra che avevano un tempo e superare questo virus.

Si è arrivati persino a chiedere alla gente di cantare l'Inno di Mameli dalle terrazze di casa, chissà se per chiamare a raccolta il popolo italiano, pensando che possa ricacciare questo nemico invisibile oltre i nostri confini. Non voglio passare per catastrofico, ma sul piano economico ci saranno ripercussioni fortissime e il calcio italiano non sarà più lo stesso.

Su cosa fare riguardo ai vari campionati, prendendo ad esempio quello di A e B, per Moggi bisognerà non assegnare lo scudetto, cominciare prima ed eliminare le amichevoli inutili per quanto riguarda l'Italia. Mi viene da pensare al calo dei diritti televisivi, agli incassi al botteghino che rappresentano il 18% delle entrate per ogni club. Ea un uomo che aveva solo una parola e valeva un contratto, un presidente di altri tempi come ora non ci sono più.

Potranno finire i campionati a suo avviso?

"Serie A? Non ha avuto senso giocare quelle gare a porte chiuse, forse bisognava fermarsi prima". Si potrebbe fare una previsione se ci fosse una data certa, con le ipotesi non si può discutere di nulla. Adesso siamo tutti affratellati, ma per timore del contagio: c' è da sperare che il Coronavirus abbia almeno insegnato qualcosa. "Poi congelamento delle retrocessioni e promozione delle prime due della serie B in A, da fare quindi a 22 nel 2020-21". Mi sembrerebbe anche giusto per Benevento e Crotone.

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