Coronavirus: "Dicevamo che sarebbe stato poco più di un'influenza, oggi siamo attoniti"

Barsaba Taglieri
Marzo 22, 2020

Maria Rita Gismondo è preoccupata e non lo nasconde.

Pts diffida quindi la Virologa a "rettificare immediatamente le Sue argomentazioni che potrebbero aver indotto ad una minimizzazione del problema coronavirus, soprattutto negli ultimi giorni, nonostante le robuste evidenze della drammaticità della situazione ed al contempo La invitiamo ad astenersi dal diffondere notizie sulla vicenda se non supportate da evidenze scientifiche". Era il 21 febbraio e in quei giorni si minimizzava, si parlava dell'aspetto tipicamente influenzuale del virus, si diveva che non bisognava confonderlo con una pandemia e che bisognava avere però l'accortezza di lavarsi le mani. In un'intervista rilasciata all'Adnkronos Salute, la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, ha ammesso che, al momento, le statistiche che si stanno rilevando in Lombardia potrebbero anche dipendere da una mutazione del virus.

Per questo, afferma ancora la professoressa Gismondo "lancio un appello alla comunità scientifica: uniamoci per capire - esorta la virologa - Se tutti ci mettiamo insieme e ne studiamo un pezzetto, probabilmente riusciremo a comprendere". Quello che prima non ci preoccupava e che io e altri virologi - come del resto l'Organizzazione mondiale della sanità - dicevamo sarebbe stato poco più grave di un'influenza. Ad ora, numeri alla mano, le cose sono cambiate. - Riporta huffingtonpost.it- Si sono superati i morti della Cina in un'area infinitesimamente più piccola e in un tempo minore. "In Lombardia - spiega all'Ankronos - c'è qualcosa che non comprendiamo".

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