Coronavirus, 14 giorni di quarantena potrebbero non bastare

Barsaba Taglieri
Marzo 20, 2020

Più lungo ancora, ovvero di 9 giorni, il periodo di incubazione di chi si sarebbe ammalato con trasmissione oro-fecale del virus, magari mangiando insieme a delle feste. Per questo motivo, dunque, la quaratena sarebbe da estendere di altri 4-7 giorni. Secondo una ricerca pubblicata sul British Medical Journal la gran parte dei contagi avverrebbe però negli ultimi tre giorni dei famosi quattordici di riferimento. La ricerca, quindi, suggerisce di allungare la quarantena: dai 14 giorni attuali ai 18-21. Per l'11,6% dei casi il periodo e' stato piu' lungo.

È bene sottolineare che l'università in questione prende in considerazione anche studi non ancora validati dalla comunità scientifica.

"Secondo il gruppo di Xue Jiang - si legge sul Corriere - perché le misure di controllo siano più efficaci, è fondamentale arrivare a un periodo ottimale di quarantena e isolamento per circa il 95 per cento dei casi che sviluppino sintomi". Per rispondere alla loro domanda, hanno analizzato i dati su 2015 casi confermati, tra cui 99 bambini, raccolti tra 28 province cinesi, alcuni dei quali ricoverati in ospedale, e altri no. Hanno così potuto vedere che il periodo di incubazione è oscillato da 0 a 33 giorni. In generale, secondo i ricercatori, l'intera popolazione di malati adulti, sia ricoverati che non, ha avuto un periodo di incubazione mediano di 7 giorni, che e' 1,8 giorni piu' lungo dei casi ricoverati in ospedale segnalati in precedenza. Dovrebbe durare almeno dai 18 ai 21 giorni.

In ogni caso, se si allungasse il periodo di isolamento, si avrebbe una prevenzione e un controllo del virus più efficace. Un nuovo studio mette in dubbio l'efficacia di questa durata.

In base alle notizie note e alle ipotesi più largamente condivise, si ritiene che i sintomi compaiono nei soggetti già cinque giorni dopo l'esposizione al coronavirus.

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