Napoli, estubati due pazienti trattati con farmaco antiartrite

Barsaba Taglieri
Marzo 19, 2020

Ecco cosa ha annunciato e spiegato Magrini sul tocilizumab, farmaco in osservazione per combattere l'infezione da coronavirus. "Lo scopo [è] di valutare rapidamente il possibile impatto del farmaco".

È un noto medicinale anti-artite, il tocilzumab, ma di recente si è scoperto che allevia i sintomi del Coronavirus ed è efficace per curarlo perché agisce contro la pericolosa polmonite interstiziale causata dal Covid-19, quella che a sua volta provoca la maggior parte dei decessi, soprattutto nei pazienti anziani o colpiti da altre patologie.

Coronavirus: quali sono i sintomi, come si trasmette e come si previene. Lui è uno dei giovani ricercatori che lavora fianco a fianco con Paolo Ascierto, lo scienziato napoletano che ha avuto l'intuizione di sperimentare la terapia farmacologica con il tocilizumab (un farmaco per l'artrite reumatoide) nei pazienti affetti da Covid-19 dopo i primi utilizzi in Cina. I due erano in pericolo di vita e invece hanno reagito molto bene al farmaco.

Lo studio per il Tocivid-19 è promosso dall'Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Napoli con l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e l'Irccs di Reggio Emilia, e con la Commissione Tecnico Scientifica di Aifa. "Saranno coinvolti 330 pazienti, i dati preliminari sono promettenti", aggiunge. Il primo verificherà una ipotesi di riduzione della mortalità a un mese. "Stamattina", sottolinea Montesarchio "abbiamo chiesto il trattamento per 30 pazienti che stiamo già iniziando". A confermare la bontà del farmaco Paolo Ascierto, infettivologo: "Attualmente nove pazienti su undici che sono stati trattati con il Tolicizumab mostrano evidenti segni di ripresa". Il numero di questi pazienti non è definito a priori poiché dipenderà dalla valutazione dei risultati della fase II e dall'andamento della pandemia.

Allo studio potranno partecipare tutti i centri clinici che ne faranno domanda e verrà gestito dalla piattaforma web del promotore, l'Istituto Pascale di Napoli. Lo studio sarà monitorato da un comitato di clinici e metodologi indipendenti.

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