Emergenza coronavirus, dal gruppo Miroglio 600mila mascherine

Paterniano Del Favero
Marzo 17, 2020

Dall'abbigliamento alle mascherine. Miroglio, azienda del tessile e del retail di Alba (Cuneo), con 70 anni di storia e un fatturato di 577 milioni di euro (nel 2018), da giovedì mattina ha convertito parte della propria produzione in mascherine chirurgiche in cotone idrorepellente per rispondere alla richiesta di aiuto della Regione Piemonte arrivata mercoledì pomeriggio. Le mascherine sanitarie che fornirà Miroglio Group hanno anche un vantaggio: non sono comuni usa e getta, ma possono essere riutilizzate, in quanto lavabili almeno una decina di volte. La fornitura, ha spiegato Palazzo Lascaris, proseguirà a tamburo battente nei prossimi giorni, secondo il piano concordato con l'azienda albese, grazie anche al contributo dei due Dipartimenti Rotary del Piemonte.

Altre cinquantamila mascherine della donazione della Comunità cinese sono già state distribuite in giornata in tutta la regione, in direzione di personale sanitario (complessivamente si tratta di 55 mila dipendenti).

Il primo gruppo a essersi attivato è Miroglio di Alba, che cura design, produzione e distribuzione di marchi come Motivi, Elena Mirò, Oltre e Caractère.

Sul piano produttivo, il trattamento antigoccia verrà effettuato interamente presso lo stabilimento Miroglio Textile di Govone. Grazie alla percentuale di elastan e alla sua speciale struttura, il tessuto elastico delle mascherine che vengono prodotte da Miroglio tende ad aderire alla superficie con cui è in contatto. A regime, dovrebbe produrre 25 mila mascherine al giorno, in esclusiva per il Piemonte. La mascherina viene totalmente prodotta negli stabilimenti italiani partner di Miroglio Fashion.

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