Antitrust: Tim multata di 116 milioni per aver ostacolato sviluppo della fibra

Paterniano Del Favero
Marzo 9, 2020

Dopo la multa da 27,8 milioni di euro per pratiche illecite di marketing selvaggio, il primo gestore di telefonia mobile nazionale potrebbe trovarsi costretto a pagare circa altri 120 milioni di euro, dopo la conclusione dell'indagine per posizione dominante nelle reti in fibra nelle cosiddette zone bianche, ossia nelle zone rurali non coperte ancora da internet a banda larga.

L'Autorità ha accertato - si legge nel comunicato - che Tim "ha posto in essere una strategia anticoncorrenziale preordinata a ostacolare lo sviluppo in senso concorrenziale degli investimenti in infrastrutture di rete a banda ultra-larga".

In considerazione delle gravi difficoltà che sta affrontando il sistema produttivo del nostro paese, derivanti dalla straordinaria emergenza epidemiologica da COVID-19, nonché dell'importo elevato, l'Autorità ha deciso che la sanzione potrà essere pagata entro il 1 ottobre 2020. Infatti, così facendo, la Tim ostacolava la crescita delle altre compagnie, riuscendo a prevalere in termini di prezzi e tariffe ma soprattutto in termini di qualità del servizio.

"Le condotte di TIM sono risultate indirizzate a preservare il suo potere di mercato nella fornitura dei servizi di accesso alla rete fissa e dei servizi di telecomunicazioni alla clientela finale".

Si tratta delle così dette aree "bianche", quelle aree cioè dove, in assenza di sussidi, il mercato non giustificherebbe l'infrastrutturazione innovativa.

Secondo l'Antitrust, che lo ha sottolineato nella sua istruttoria, la strategia di TIM avrebbe potuto "scoraggiare l'ingresso di nuovi operatori di rete, segnatamente Open Fiber, e minare la sostenibilità degli investimenti nelle reti FTTH previsti per le aree bianche, favorendo soluzioni tecnologiche dinamicamente meno efficienti".

In particolare, l'operatore telefonico avrebbe deciso una modifica "non profittevole dei piani di copertura di tali aree durante lo svolgimento delle le gare ed ha intrapreso, contestualmente, iniziative legali strumentalmente rivolte a ritardare le medesime".

Come riporta l'Antitrust in una nota: "Questo comportamento, appare particolarmente grave in quanto i suddetti ritardi producono i loro effetti in una situazione complessiva che vede il nostro Paese già strutturalmente indietro di ben 18 punti percentuali rispetto alle altre economie europee in termini di copertura della Ftth".

La sanzione decisa dall'Antitrust è di 116 milioni di euro, stabiliti come deterrente per ulteriori attività simili eventualmente condotte da TIM in futuro ma anche come non eccessivamente o ingiustificatamente afflittiva.

In una nota ufficiale, TIM ha dichiarato di ritenere ingiustificata la sanzione decisa da AGCM e ha puntualizzato che presenterà ricorso rivolgendosi alla giustizia amministrativa.

Nell'ambito dell'operazione, Telecom Italia TIM e Vodafone hanno assunto impegni volti a favorire l'accesso all'infrastruttura passiva di Inwit a tutti gli attori sul mercato, per cui la stessa società renderà disponibile spazio a terze parti su 4.000 delle sue torri nei centri a maggiore urbanizzazione, mantenendo invariati i contratti di locazione in essere.

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