Messa del Papa domani a Bari, il sindaco Decaro: "Sarò in piazza"

Bruno Cirelli
Febbraio 23, 2020

A sottolineare l'importanza di tali incontri Papa Francesco ha voluto essere nuovamente presente nel luogo ove, grazie all'Abate Elia e a 62 marinai, dal 1097 sono custodite le reliquie di San Nicola, il Santo che unisce oriente e occidente proprio ove era ubicato il Catapano. In un passaggio, San Paolo richiama "la dolcezza e la mansuetudine di Cristo" (2 Cor 10,1). Un messaggio rivolto a tutti, anche forse a se stesso, per quello schiaffetto dalla alla focosa fedele cinese che alcune settimane fa lo aveva strattonato. Nella catechesi di oggi è stata affrontata la terza delle otto beatitudini del Vangelo di Matteo: "Beati i miti perché avranno in eredità la terra". "Anche lì si mettono in relazione la mitezza e il possesso della terra". Nelle guerre il più forte prevale e conquista altre terre. Nelle Scritture il verbo 'ereditare' ha un senso ancor più grande. Il Popolo di Dio chiama 'eredità' proprio la terra di Israele che è la Terra Promessa. C'è una 'terra' che è il Cielo, cioè la terra verso cui noi camminiamo: "i nuovi cieli e la nuova terra verso cui noi andiamo" spiega. "Non è un codardo, un "fiacco" che si trova una morale di ripiego per restare fuori dai problemi. Tutt'altro! È una persona che ha ricevuto un'eredità e non la vuole disperdere".

Per l'occasione si riuniscono circa 60 vescovi del bacino del Mediterraneo che provengono da Europa, Balcani, Medioriente e Africa del nord.

Il Papa nel corso della catechesi ha chiesto di provare a "rovesciare la beatitudine" per farsi una domanda, "Quante cose abbiamo distrutto con l'ira?". Quante cose abbiamo perso? E, a braccio, aggiunge: "Si perde il controllo e non si valuta ciò che veramente è importante, e si può rovinare il rapporto con un fratello, talvolta senza rimedio". E' il contrario della mitezza. La mitezza invece conquista tante cose. "La mitezza è capace di vincere il cuore, salvare le amicizie e tanto altro, perché le persone si adirano ma poi si calmano, ci ripensano e tornano sui loro passi, e si può ricostruire". La persecuzione di cui sono vittime soprattutto - ma non solo - le comunità cristiane è una ferita che lacera il nostro cuore e non ci può lasciare indifferenti. La terra, allora, assume un significato spirituale, perché diventa il cuore dell'altro: "Non c'è terra più bella del cuore altrui, non c'è territorio più bello da guadagnare della pace ritrovata con un fratello. E quella è la terra da ereditare con la mitezza!", conclude il Papa. "La mitezza raduna, l'ira separa", ha puntualizzato il Pontefice.

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