Iran: votazioni per il parlamento a rilento. Prorogata l'apertura dei seggi

Bruno Cirelli
Febbraio 22, 2020

Le autorità responsabili per le elezioni in Iran hanno deciso di prolungare di due ore l'apertura dei seggi per le elezioni parlamentari, secondo quanto riferisce la televisione di Teheran. Il presidente iraniano ha anche ricordato le prime elezioni legislative dopo la rivoluzione islamica dell'Iran nel marzo 1980, sottolineando che dopo 40 anni e nonostante tutte le difficoltà e i problemi che abbiamo avuto, comprese le minacce di guerra, tutte le "elezioni sono state celebrate a tempo debito "e questo è uno dei" grandi onori del nostro paese ".

Sono quasi la metà - 7.300 su 16mila - le candidature respinte tra le fila dei riformisti, rimasti così senza candidati di spicco in diverse città strategiche: tra gli esclusi, anche un'ottantina di deputati dell'uscente legislatura, tra cui alcune note figure come Ali Motahari, Mahmoud Sadeghi, Nader Ghazipour, Mohammad Reza Tabesh, ed Elias Hazrati. Dei 290 parlamentari, 285 sono eletti direttamente, mentre gli altri 5 seggi sono riservati a minoranze etniche e religiose.

I seggi per le elezioni in Iran sono stati aperti questa mattina alle ore 8 (ora locale). Il parlamento è la terza forza del paese, dopo la Guida suprema e il presidente.

Insomma, al di là dei numeri, ciò che si evince è che - al di fuori della cerchia dei sostenitori del regime - coloro che in questi mesi sono scesi in piazza per chiedere riforme e per combattere la corruzione, non credono più nella capacità del regime di autoriformarsi. Anche l'Armenia sta pensando a misure restrittive. L'opposizione, dunque, ha invitato all'astensione.

"L'affluenza alle urne in Iran non è mai stata sotto il 50% e mi aspetto che non sia di meno in queste elezioni", ha detto il portavoce del Consiglio dei Guardiani, Abbas Ali Kadkhodaei, nell'ultimo giorno di campagna elettorale.

La scena politica iraniana vede così ridotto il numero dei riformisti i quali hanno poche personalità di spicco candidate nel paese e sono costretti ad affrontare divisioni interne. Tra le motivazioni addotte dal Consiglio, ci sono accuse di frode o appropriazione indebita. Ancora una volta, però, le notizie che ci giungono dall'Iran non sembrano essere incoraggianti: invece di pensare a come assorbire il malessere sociale, i conservatori si stanno preparando ad un nuovo giro di vite, pronti a reprimere nel sangue le proteste e ad incarcerare gli oppositori. Sull'affluenza, tuttavia, potrebbe incidere il fattore coronavirus.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE