Web tax: Zuckerberg a Bruxelles, Fb sostiene equità Ocse

Bruno Cirelli
Febbraio 21, 2020

Dopo ben due anni dall'audizione su Cambridge Analytica si è finalmente detto pronto a "subire danni nel breve periodo", da una maggiore regolamentazione.

Anche per quanto concerne lo spinoso tema della fiscalità, il trentacinquenne si apre a tasse più oculate, come quelle proposte da Margrethe Vestager, Vera Jourova e Thierry Breton, i commissari europei che lo riceveranno nella giornata di oggi e che, mercoledì, annunceranno le riforme Ocse sui Big Tech. "Le aziende tecnologiche - ha assicurato Zuckerberg - dovrebbero servire la società e pertanto sosteniamo gli sforzi dell'Ocse per creare regole fiscali globali eque per Internet". Il tono conciliante di Facebook quindi non appaga l'Ue. La regolamentazione Ue "non risolverà mai tutti i problemi" posti da Internet, ha precisato Jourova, per questo "Facebook e Zuckerberg devono rispondere alla domanda 'chi vogliono essere' come azienda e quali valori vogliono promuovere". Problemi come la diffusione delle fake news e discorsi di odio, dati personali opachi e molto altro.

La settimana in corso non si è aperta benissimo per Facebook che, sottoposta a un fuoco incrociato da parte del noto attore Sacha Baron Cohen, e dal fondatore di Tesla Motors, Elon Musk, ha avviato un tour promozionale in Europa, per dialogare con le locali istituzioni: il tutto mentre, sempre nel Vecchio Continente, la holding di Zuckerberg faceva incetta di società hi-tech.

Una posizione di apertura in linea di principio che Zuckerberg ha ribadito anche di fronte ai commissari europei, invitandoli a introdurre una legislazione apposita per le piattaforme online e accettando di assumersi parte della responsabilità per i contenuti condivisi dagli utenti. "Facebook non ha bisogno di aspettare per una normativa governativa che impedisca loro di accettare ogni pubblicità politica nel 2020 fino al termine delle elezioni del 4 novembre" negli Stati uniti, continua la lettera, "se c'è un dubbio sul fatto che una pubblicità sia politica dovrebbe mantenersi cauto e rifiutare di pubblicarla". "Quello che mi aspetterei da Facebook - ha sottolineato la commissaria - è un'applicazione forte e diligente di tutte queste regole, almeno in Europa". "Va da sè che io supporti una regolamentazione del governo sulle piattaforme online".

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