Coronavirus, Burioni: "Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena"

Bruno Cirelli
Febbraio 21, 2020

In merito ai quali l'esperto invita ad "adottare la massima prudenza".

Ci auguriamo che la coscienza, autodisciplina e lo spirito civico e di sacrificio che il popolo cinese ha spesso dimostrato, prevalga sulla dubbia politica dei vertici regionali toscani, che sono pronti a mettere a repentaglio la vita dei propri concittadini in nome della paura di essere solo tacciati di "razzismo".

L'Assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha fatto sapere che sono in corso ulteriori analisi all'uomo: "Sono in corso ulteriori controanalisi a cura dell'Istituto Superiore della Sanità".

Ad innescarla, dopo l'apertura del nuovo e apposito laboratorio all'Osmannoro, la presa di posizione del noto virologo del San Raffaele di Milano Roberto Burioni, che ha criticato il modo in cui la Regione Toscana ha affrontato la situazione, contestando in particolare la scelta di non prevedere la quarantena per i cinesi tornati in Italia. "Sarebbe un minimo sacrificio per i 2.500 cittadini che porterebbe per una grandissima sicurezza per tutti gli altri". Sappiamo con certezza che la malattia ha un'incubazione libera da sintomi (pensate all'italiano imbarcato a Wuhan e poi ammalatosi, dopo visite rigorose che l'avevano trovato perfettamente sano) e sappiamo con altrettanta certezza che il contagio può avvenire anche da persone che hanno dei sintomi se non assenti, certamente minimi. "Nessuno - aggiunge - pretende che vengano rinchiusi in un carcere: basterebbe chiedergli di rimanere a casa per due settimane. La decisione è a mio giudizio sbagliata", ha sottolineato Burioni. Se non succederà niente, qualcuno dirà che è stato un allarme inopportuno. A quanto leggo dai giornali, circa 2.500 persone stanno tornando dalla Cina nella regione. Parliamo di persone, perchè non intessa che si tratti di cinesi, italiani, o di qualunque altra nazionalità. Un virus pericoloso perchè è molto contagioso. "Tra qualche giorno potrebbero ammalarsi, infettando altre persone e iniziando una pericolosissima catena di contagi che a quel punto potrebbe essere molto difficile da fermare", ha avvisato.

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