Celebrazioni Raffaello, dopo 400 anni tornano in Cappella Sistina i 10 arazzi

Ausiliatrice Cristiano
Febbraio 20, 2020

"Un artista universale, Raffaello, che ha fornito alla civiltà figurativa occidentale i modelli supremi della Bellezza" ha affermato Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani. L'allestimento è previsto dal 17 al 23 febbraio. Tra il 1515 e il 1516 Raffaello concepì un grande ciclo monumentale con le storie delle vite di San Pietro e San Paolo, i cui cartoni preparatori vennero mandati a Bruxelles per la realizzazione degli arazzi presso la nota bottega del tessitore Pieter van Aelst.

Giunsero in Vaticano tra il 1519 e il 1521 e Raffaello non li vide mai esposti tutti insieme, perché morì, improvvisamente, il 26 dicembre 1519.

La storia degli arazzi di Raffaello nella Cappella Sistina nasce con la commissione all'Urbinate da parte di papa Leone X, che aveva intenzione di decorare la Cappella papale nella zona inferiore delle pareti dipinta a finti tendaggi. Si avverte che tutto si richiama con tutto, i colori chiari di Raffaello con quelli dei pittori quattrocentisti sulle pareti e quelli surreali di Michelangelo nella volta. Ma la vaticanista più letta da Papa Francesco ha tagliato corto: "peccato che queste opere raffaellesche erano già visibili al pubblico nella sala della Pinacoteca e forse non c'era bisogno di stressarle tanto". Il cerimoniere della Cappella Papale, Paris de Grassis, annotava che "a universale giudizio non si era mai visto niente di più bello al mondo:ut fuit universale juditium, sunt res qua non est aliquid in orbe nunc pulchrius". È quindi una grande e straordinaria occasione poterli vedere nel luogo dove erano stati concepiti, accanto ai mirabolanti capolavori della Cappella. "Per comprendere pienamente Raffaello bisogna venire in Vaticano" ha precisato Jatta.

Celebrazioni Raffaello, dopo 400 anni tornano in Cappella Sistina i 10 arazzi

Ma è anche doveroso e molto interessante sottolineare le attività scientifiche di ricerca e ricostruzione storica che i musei, istituzioni prioritariamente scientifiche e culturali, possono e devono fare non solo per il flusso dei visitatori, ma per alimentare gli studi storici e sulla collezione stessa, pertanto risulta prioritario un sostegno ai progetti delle istituzioni stesse, intesi come occasione di accrescimento valoriale e culturale diffuso. Dopo quel Santo Stefano del 1519 gli arazzi, che vengono ora mostrati a rotazione nella Sala VIII dei Musei Vaticani (attentamente studiati e controllati, ma erano fatti per essere arrotolati e trasportati, per essere visti), sono stati esposti saltuariamente nel portico della Basilica, nei palazzi pontifici e nella Sala Regia per il Corpus Domini.

Grandi 30 metri quadrati per 50-60 chili di peso ciascuno, tessuti in fili d'oro, ricchi di colori e particolari, "per issarli e posizionarli lassù - ha raccontato la curatrice dei Reparti Arazzi e Tessuti dei Musei, Alessandra Rodolfo - sono servite 13 ore". Provato per alcune ore nel 1983 e nel 2010 secondo varianti interpretative, nell'anno del quinto centenario della morte di Raffaello i Musei Vaticani hanno deciso di proporre nella sua interezza la serie completa di tutti gli arazzi nel loro originale posizionamento, compatibilmente con le trasformazioni subite nei secoli dalla Cappella Sistina, a cominciare da quella della parete dell'altare per la realizzazione del "Giudizio Universale" di Michelangelo. Orario: dal lunedì al sabato 9.00 – 18.00, ultimo ingresso alle 16.

Al termine della settimana di esposizione, i preziosi manufatti torneranno ai Musei Vaticani ammirabili puntualmente dietro le apposite teche di vetro. I Musei Vaticani invitano i visitatori a condividere l'unicità di questo evento e di profittare altresì dell'apertura gratuita domenicale che renderà accessibile a tutti questa bellezza unica e senza pari.

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