Vertice sui Decreti Sicurezza: nessuna intesa nella maggioranza

Bruno Cirelli
Febbraio 19, 2020

Però, sottolinea la titolare del Viminale, per sostenere un'efficace integrazione c'è bisogno "di risorse adeguate" e per questo motivo il Viminale, "davanti a una grave situazione in cui i bandi di gara andavano sempre deserti a causa di tagli lineari, ha riconosciuto ai prefetti la possibilità di aumentare in modo flessibile, a seconda delle diverse esigenze territoriali, i fondi da destinare ai servizi per i migranti". È quanto emerge dal tavolo che si è tenuto a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e quello della Difesa Lorenzo Guerini, i viceministri dell'Interno Vito Crimi e Matteo Mauri, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e i rappresentanti dei partiti di maggioranza. Anche se l'intesa non è stata ancora trovata si è deciso di adottare due provvedimenti distinti, uno in materia di sicurezza e uno in materia di immigrazione.

Le forze di maggioranza hanno spiegato le loro idee, con quelle dei 5 Stelle che divergono da quelle del Pd. "Per come è andata oggi la riunione, direi proprio di no. Non ci sono distanze significative".

Ora proveranno a mettere un po' di fondotinta ai decreti sicurezza e tenteranno di rivenderceli come nuovi. "Perché la questione non è solamente modificare i decreti ma intervenire anche più complessivamente sulla gestione dei flussi migratori", continua Mauri. Con Pd, Italia Viva e Leu che vorrebbero cambiare radicalmente quelle norme e i 5S che non si discostano molto dai soli rilievi fatti dal Capo dello Stato, partendo da quelli sulle maxi multe alle navi delle ONG. "Questo è il nostro obiettivo, questo è l'obiettivo del governo, questo è quello che faremo". "Come Iv abbiamo chiesto anche una revisione complessiva degli accordi con la Libia". Soprattutto per quanto riguarda la parte relativa all'immigrazione che, in tema di sicurezza, i decreti hanno contribuito a peggiorare. "Si incentivano i grossi centri di accoglienza, con disagi per chi sta dentro e fuori", conclude Ammendolia.

Per Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera in quota M5S, "dobbiamo discutere di tante cose, ma è stato un ottimo punto di partenza perché c'è stata convergenza su tanti punti, ora ci confronteremo sul testo che elaborerà la Lamorgese, quando lo elaborerà". La linea dell'ex ministro dell'Interno si basa sul fatto che il comandante della nave dell'ong spagnola Pro Activa Open Arms fece rotta sull'Italia dopo aver "deliberatamente rifiutato" il porto sicuro indicato da Madrid.

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