L'Open Arms doveva andare a Malta

Bruno Cirelli
Febbraio 19, 2020

Non concedere l'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, per la vicenda della nave Open Arms. "Oggi viene presentata la mia memoria difensiva nella giunta del Senato per un altro sequestro di persona, secondo l'accusa, per la vicenda della Open Arms" avvisa il leader della Lega, come di sua abitudine, in una diretta Facebook. Il comandante della nave ha deliberatamente rifiutato il Pos indicato successivamente da Madrid, perdendo tempo prezioso al solo scopo di far sbarcare gli immigrati in Sicilia come già aveva fatto nel marzo 2018 ricavandone un processo per violenza privata e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

"L'Italia non aveva alcuna competenza e alcun obbligo con riferimento a tutti i salvataggi effettuati dalla nave spagnola Open Arms". "È sicuramente lo Stato di bandiera della nave che ha provveduto al salvataggio", è l'osservazione di Salvini, "che deve indicare il Pos nei casi di operazioni effettuate in autonomia da navi Ong".

"I primi Paesi contattati e informati da Open Arms dopo le operazioni di salvataggio erano stati la Spagna e Malta".

Secondo quanto notificato dal Tribunale dei ministri di Palermo nella richiesta di autorizzazione a procedere l'ex ministro dell'interno avrebbe ignorato l'emergenza sanitaria che si stava sviluppando a bordo della nave ferma a poco meno di un chilometro dalle coste dell'isola siciliana. Ma se, nel caso Gregoretti, Salvini aveva fatto in modo di andare a processo per "farla finita" e dimostrare "davanti agli italiani e ai suoi figli di essere stato un ministro che ha difeso i confini e non un sequestratore di bambini", ora la linea è diametralmente opposta.

In sostanza, la Open Arms poteva dirigersi verso altri Paesi che avevano l'obbligo di accoglierla.

Nella tarda serata del 19 agosto la Procura di Agrigento dispose il sequestro preventivo della imbarcazione e, dopo l'ispezione dal procuratore capo Luigi Patronaggio, l'evacuazione immediata delle persone a bordo. L'indicazione del Pos, porto sicuro, spettava alla Spagna o a Malta (e non certo all'Italia), ha spiegato l'ex ministro dell'Interno. I punti sui quali, l'allora Ministro dell'Interno, fonderà la sua difesa riguardano: il rifiuto da parte sua di farsi imporre dalla Ong lo sbarco in Italia degli immigrati soccorsi in zona Sar maltese, oltre alla mancanza d'obbligo per il nostro paese di dare un porto sicuro alla nave in difficoltà. "Si tratta di un attacco preventivato all'Italia, agli italiani, al ministro che difendeva l'Italia - è il sospetto leghista -".

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