Olbia, Auchan-Conad: chiesta la cassa integrazione

Paterniano Del Favero
Febbraio 17, 2020

Da qui, per la vertenza Auchan ionica, si parla di metà dei lavoratori e di 2000 metri quadri in meno. "Siamo in attesa da mesi della delibera definitiva dell'Antitrust sulle 101 sovrapposizioni, verdetto che porta ulteriore incertezza sul piano di ristrutturazione aziendale che potrebbe vedere Conad dover cedere a terzi i negozi Auchan con ulteriori esuberi".

Si tratta nei fatti di un lento spegnimento - scrivono in una nota i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs - vista anche la decisione di inviare parte della merce stoccata in deposito ad alcuni ipermercati del nord, che vorrebbe i lavoratori protagonisti inerti della chiusura. "Margherita Distribuzione Spa focalizza la propria attenzione prioritariamente sul tema dell'incentivo all'esodo - ha aggiunto - come Fisascat Cisl continuiamo a ritenere che la complessità di questa particolare vertenza deve essere superata puntando innanzitutto sulla ricollocazione dei dipendenti, non solo sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali". "Restiamo convinti - aggiungono i sindacati - che il deposito possa ancora svolgere un ruolo strategico nella supply chain di Conad anche in un'ottica di servizio ai punti di vendita delle due cooperative che hanno competenza nel territorio".

"È l'ennesimo colpo di scena di Conad su un'acquisizione nata male che sta finendo peggio".

Per il sindacato "sulla procedura di richiesta di cassa integrazione ci sono già evidenti criticità e dubbi che dovranno essere affrontati con l'impresa il prima possibile: la comunicazione aggrega, in un generico 60% di riduzione massima, i dipendenti che dovranno essere sospesi per un intervento di riduzione del costo del lavoro e quelli che invece sappiamo che saranno sospesi per interventi di riduzione della superficie degli ipermercati e quindi in un ambito di riorganizzazione". Lo afferma la Conad, sottolineando che "anche per la rete commerciale ex-Auchan sono confermati per il 2020 i cardini del piano dell'azienda di 'salvaguardia del lavoro' che prevede, accanto all'attivazione della Cigs per gestire gli interventi di ristrutturazione e risanamento di molti punti vendita, anche un piano di uscite su base volontaria e incentivata (con attivazione anche della Naspi) da abbinare a interventi di ricollocazione e riqualificazione professionale".

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