Griveaux si dimette dalla corsa a sindaco Parigi causa video hot

Bruno Cirelli
Febbraio 17, 2020

Benjamin Griveaux, candidato della République En Marche, il partito del presidente francese Emmanuel Macron e suo fedelissimo, si ritira dalla corsa a sindaco di Parigi. La decisione è stata presa dopo la diffusione di immagini di carattere sessuale che lo riguardano e chat private.

Già noto per i suoi blitz contro il potere in Russia, come quando bruciò la porta di una ex-sede del Kgb o si cucì le labbra in segno di solidarietà con le Pussy Riots, l'attivista ha precisato di aver ricevuto quel video da una "fonte" che aveva una relazione consenziente con il candidato sindaco della République En Marche ed ex portavoce del governo, ma di cui non vuole svelare l'identità.

Lo scandalo ridisegna le gerarchie nella corsa alla poltrona di sindaco di Parigi e inevitabilmente complica la situazione per Macron. "Un sito web e dei social network hanno rilanciato degli attacchi ignobili in cui viene messa in discussione la mia vita privata". È stato lui a rivendicare la pubblicazione dei contenuti pornografici che vedono coinvolto Benjamin Griveaux, raccontando di averli ricevuti da una donna russa e di averli diffusi per denunciare le bugie del candidato agli elettori. Tale decisione mi costa, ma le mie priorità sono molto chiare. La legge prevede infatti che anche chi ha contribuito alla diffusione dei contenuti possa essere soggetto alle stesse pene.

Secondo Libération, a mettere online per primo i messaggi e il video, il 1° febbraio scorso, è stato l'artista russo Piotr Pavlenski. Ora Pavlenskij rischia due anni di carcere e fino a 60mila euro di multa, ma non è il solo.

"Un sito Internet e i social media hanno pubblicato attacchi ignobili alla mia vita privata", ha aggiunto il deputato di En Marche! spiegando di aver deciso di ritirare la sua candidatura perché "non voglio esporre la mia famiglia e me stesso ad altri attacchi, dal momento che tutto è permesso". In Francia, le elezioni municipali si terranno in due turni, il 15 e il 22 marzo.

La sua uscita è anche un colpo per Macron, che fin dall'inizio a fortemente sostenuto la sua candidatura all'Hotel de Ville.

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