Bonus facciate, i dubbi sulla nuova detrazione fiscale

Paterniano Del Favero
Febbraio 17, 2020

Il nuovo beneficio fiscale - introdotto in legge di Bilancio dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini - trae ispirazione da una famosa legge francese (la cosiddetta Loi Malraux) che ha cambiato l'immagine di molte città della Francia.

Balconi: se si interviene nella pulitura, tinteggiatura, ripristino, aggiunta di nuovi elementi per balconi posti sulla facciata esterna della costruzioni il bonus facciate permette la detrazione al 90% della spesa sostenuta. L'Agenzia delle Entrate ha firmato la circolare attuativa e pubblicato la guida all'uso con le indicazioni e i chiarimenti sugli adempimenti da seguire e chiarendo alcuni aspetti finora dubbi, dando la possibilità ad un utilizzo ampio della novità introdotta con l'ultima legge di Bilancio. Anche il restauro e recupero di "balconi, ornamenti e fregi" rientrano fra i lavori ammessi. L'agevolazione riguarda quindi gli interventi effettuati sull'involucro esterno visibile dell'edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell'edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).

La detrazione - ricorda una nota dell'Associazione - ammonta al 90% per la ristrutturazione (incluse pulitura o tinteggiatura) delle facciate esterne degli edifici, nelle Zone A e B del DM n.1444/1968.

Ai fini del riconoscimento del bonus, gli interventi devono essere finalizzati al 'recupero o restauro' della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle "strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi". Beneficiano della detrazione anche le spese per perizie, sopralluoghi, progettazione dei lavori, installazioni di ponteggi, ecc.

- se l'intervento influisce dal punto di vista termico, o comunque interessa oltre il 10% della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio, per avere il bonus del 90% bisogna rispettare i requisiti minimi indicati nel Dm 26 giugno 2015 e i valori limite di isolamento termico (trasmittanza) di cui al Dm 26 gennaio 2010. Sono esclusi dal bonus facciate gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, nonché le spese sostenute per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli. "Ai fini della detrazione, i soggetti beneficiari devono possedere o detenere l'immobile oggetto dell'intervento in qualità di proprietario, nudo proprietario o di titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie) oppure detenere l'immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all'esecuzione dei lavori da parte del proprietario", sottolinea l'Agenzia delle Entrate.

Per il calcolo del "bonus facciate", per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali, si deve far riferimento al criterio di cassa, ovvero, alla data dell'effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi. E possibile in questo caso - precisa la circolare - utilizzare sia i bonifici per il pagamento delle spese ai fini dell'Ecobonus che quelli per della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia.

È obbligatorio, infine, conservare ed esibire, se richiesta dagli uffici, tutta la documentazione indicata nella circolare di oggi, tra cui i documenti comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi, la copia della delibera assembleare di approvazione dell'esecuzione dei lavori. Un restauro iniziato nel 2019, ad esempio, ma con spese sostenute nel 2020 potrà godere del bonus.

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