Coronavirus, Niccolò in volo verso l'Italia

Barsaba Taglieri
Febbraio 15, 2020

Il Boeing Kc-767 dell'Aeronautica militare italiana è arrivato all'aeroporto di Wuhan in una missione speciale che dovrà riportare a casa Niccolò, lo studente 17enne di Grado, bloccato nella città focolaio dell'epidemia di coronavirus per due volte a causa della febbre. Il ritorno è previsto per domani. Più tardi in conferenza stampa dirà: "Non potevamo permettere che un ragazzo rimanesse lì", ringraziando il medico che ha assistito Niccolò.

Sbarcato all'aeroporto militare romano e superati gli accertamenti sanitari di rito, dopo le 8.30 è stato trasportato all'ospedale Spallanzani per il periodo di quarantena, come da prassi consolidata con i precedenti rimpatri dalla Cina. Un protocollo di massima sicurezza di cui si comincia a parlare durante l'emergenza Sars, anche se poi è nel 2005 che entra in vigore, e che ad oggi, oltre all'Aeronautica militare, solo la Royal Air Force e l'Aeronautica Usa hanno le capacità di attuarlo. È un'attività svolta da ormai oltre tredici anni dall'Aeronautica e certificata a livello mondiale: il primo intervento, datato 24 gennaio 2006, vide protagonista un velivolo C-130J e a beneficiarne fu un paziente affetto da una grave forma di tubercolosi polmonare resistente ad ogni trattamento farmacologico. Si tratta di una speciale barella protetta da un involucro di Pvc con potenti filtri che impediscono il passaggio di particelle potenzialmente infette e che permette l'osservazione e il trattamento del paziente.

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