Marchisio: "Conte? Ha riportato in noi giocatori l’anima della Juventus"

Rufina Vignone
Febbraio 14, 2020

"I legami più forti che mi porto dietro dal calcio?" La parte più importante è sicuramente la prima, quella del settore giovanile, dove si cresce. Ho sempre detto che è stata un'emozione grandissima.

"Come tutti i ragazzi a 18 mi piaceva uscire e fare tardi". Una mattina mi ha svegliato il rombo del motore della macchina di Del Piero.

SULLA JUVE - "La Juve in un'immagine?" Un trofeo tutti insieme.

A che posto metti Dybala nei grandi 10 della Juve? Antonio Conte l'allenatore della mia squadra ideale. "Il numero 8? Deve essere attaccato alla maglia, il sacrificio, perché il centrocampista è sempre in mezzo al tutto, a volte non prende mai gli elogi, ma il suo lavoro è sempre sporco, e la canzone Una vita da mediano la rispecchia alla perfezione".

SUGLI ALLENATORI - "I miei chef più importanti in campo? Ci ha fatto vincere in campo ma soprattutto dentro". Ciro Ferrara mi ha fatto diventare la mezzala abile a fare goal che sono stato per anni.

SUI RAPPORTI - "Io e Del Piero?". Buffon? L'unico mio vero capitano, una leggenda. "Lui sapeva davvero giocare a pallone".

"Iniesta? Inspiegabile non abbia vinto un Pallone d'Oro". Vedere giocare lui era come vedere Federer giocare a tennis: puro piacere di osservarlo. Non pensavo di Simone Inzaghi, mi ha sorpreso tanto. Sta dimostrando di essere molto preparato e, di regola, non ci sono così tanti allenatori che facevano gli attaccanti.

Su Cristiano Ronaldo: "Giocare con Ronaldo? Alex era il mio idolo da bambino, impressionante che poi mi sia ritrovato a festeggiare i gol con lui". Purtroppo le scelte della propria vita non possono essere legati ai giocatori che arrivano. Il bello di Cristiano è quello che ha portato alla Juve: "ha alzato tanto l'asticella di una squadra che già sapeva come si faceva". Lui ha tre cervelli: uno nel piede destro, uno nel piede sinistro, uno in testa. Bentancur è cresciuto in maniera importante. "Una parte calda del mondo, non fredda, con quello abbiamo già dato".

Marchisio è ancora fresco di ritiro e il campo manca: "Mi manca l'odore dell'erba tagliata in primavera, mi mancano i riflettori, il pubblico, ma anche mettersi una maglietta nuova..."

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE