Antonio Cassano perde il ricorso: maxi stangata dal Fisco, quanto dovrà versare

Rufina Vignone
Febbraio 13, 2020

L'Agenzia delle Entrate vince la partita contro Antonio Cassano. Inoltre, prosegue la decisione, "nella motivazione della sentenza di merito, si dà atto dell'insussistenza di elementi sintomatici attestanti particolari problematiche interpretative inerenti l'individuazione del presupposto d'imposta, atteso che il contribuente non ha contestato con appello incidentale la fondatezza dell'attribuzione impositiva addebitatagli appello".

La vicenda ha avuto inizio con un avviso di accertamento nei confronti di Cassano per un recupero a tassazione di una somma pari a oltre 263 mila euro, a titolo di "fringe benefit" "corrisposti dalla società sportiva al calciatore legato alla stessa da rapporto di lavoro subordinato, per prestazioni professionali rese a quest'ultimo dal proprio procuratore", si legge nel documento depositato. "Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia".

Depositata ieri 11 febbraio la sentenza con cui la Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco contro quanto statuito nel 2012.

Dopo una lunga battaglia legale l'Agenzia delle Entrate ha deciso di fare ricorso alla Corte di Cassazione, che ha dato il triplice fischio condannando Cassano alla sconfitta. Si tratta di emolumenti retributivi su cui Antonio Cassano non ha versato le tasse. A seguito però di accertamenti e verifiche, il Fisco ha disconosciuto la pronuncia della Commissione tributaria della Puglia.

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