Derby, capo ultrà dell’Inter arrestato per aver violato il Daspo

Rufina Vignone
Febbraio 12, 2020

Domenica sera, quando al Meazza era in programma il derby - poi vinto dall'Inter per 4-2 -, Beretta non ha resistito al "richiamo" ed è tornato fuori dal Baretto, nonostante sia obbligato a stare lontano dallo stadio nelle tre ore precedenti e successive alle partite dei nerazzurri. Gli agenti della Digos della Questura di Milano hanno arrestato il noto capo ultrà della Curva Nord interista Andrea Beretta dopo averlo riconosciuto nelle riprese delle telecamere all'esterno di San Siro, pochi minuti dopo gli scontri avvenuti prima dell'inizio del derby di Milano. La questura ha comunicato che il capo ultrà dopo gli episodi di domenica si è presentato in commissariato per l'obbligo di firma a cui era sottoposto.

"Razzisti e seguaci di un criminale, che riceveranno il Daspo e che sono stati denunciati". I due, come aveva ricostruito il pm Enrico Pavone, avevano picchiato con un bastone e accoltellato un immigrato ghanese, insultandolo con la frase "negro di merda".

Le manette sono scattate ieri pomeriggio, in fragranza differita sulla base delle immagini dell'impianto di videosorveglianza.

Gli agenti lo hanno fermato mentre si trovava sul suo posto di lavoro e lo hanno arrestato con lo strumento della "flagranza differita", che consente la cattura entro 48 ore dai fatti a seguito dell'analisi delle immagini.

L'ultrà è stato processato per direttissima martedì: il giudice ha convalidato l'arresto, ma non ha disposto misure cautelari. Non è chiara, invece, la sua partecipazione agli scontri.

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