Scontrino elettronico 2020: lettera Agenzia Entrate con errore, il caso

Paterniano Del Favero
Febbraio 7, 2020

Nel caso in cui il commerciante non stia emettendo scontrino elettronico perché fattura le operazioni, non deve invece fornire alcuna spiegazione.

Pochi minuti fa l'Agenzia delle Entrate ha diramato una nota ufficiale per rendere noto che non sarà necessario rispondere con la comunicazione Civis alle lettere di compliance inviate nei giorni scorsi ai contribuenti che non avrebbero assolto correttamente l'obbligo di invio telematico dello scontrino elettronico.

I contribuenti che operano nell'ambito del commercio al dettaglio e attività assimilate che, pur avendo certificato le proprie operazioni esclusivamente con fattura, hanno ricevuto le lettere di compliance per la mancata trasmissione dei corrispettivi, possono ignorare l'alert inviato dalle Entrate. Si ricorda che, per i soggetti superanti i 400.000 euro di volume d'affari, la trasmissione elettronica dei corrispettivi era già obbligatoria a partire dal 01/07/2019. Di seguito le indichiamo come.

Scontrino elettronico, sembra arrivata al termine la questione delle lettere di compliance inviate per errore ai contribuenti.

Nessuna irregolarità in questo caso: in linea con quanto stabilito dal decreto legislativo numero 127 del 2015, lo scontrino elettronico può essere sostituito dalla fattura elettronica e l'Agenzia delle Entrate dovrebbe avere a disposizione già tutti i dati per i controlli.

Ultime notizie sullo scontrino elettronico 2020: una lettera di avviso dell'Agenzia delle Entrate avverte di possibili incongruenze.

"Qualora ritenga di non essere tenuto a trasmettere i corrispettivi giornalieri all'Agenzia delle Entrate, la invitiamo a fornire chiarimenti o a segnalare eventuali dati ed elementi da noi non considerati, tramite il servizio telematico attivo all'interno del canale di assistenza CIVIS, anche per il tramite del suo intermediario".

Non si è fatta attendere la risposta dei commercialisti che hanno giustamente denunciato l'accaduto, chiedendo rassicurazioni nei confronti di contribuenti e professionisti.

Oltre a chiarire la propria posizione, l'Agenzia delle Entrate farà tesoro delle informazioni fornite dal contribuente per aggiornare le proprie banche dati, così da "indirizzare le nostre future informazioni in modo più efficace".

Comprensibile, dunque, il disappunto che ha generato tra gli operatori del settore la "lettera amichevole" indirizzata agli operatori del commercio al minuto e attività assimilate, che si va ad aggiungere agli innumerevoli adempimenti di natura tributaria e informatica già posti a carico dei professionisti, nonostante gli strumenti telematici di cui il Fisco già dispone oggi, che - se opportunamente utilizzati - consentirebbero l'effettuazione delle necessarie verifiche "a monte", evitando - in molti casi e con ogni probabilità - l'invio di una compliance come quella in discussione.

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