Coronavirus, Conte "Al momento non servono ulteriori misure"

Bruno Cirelli
Febbraio 7, 2020

La proposta delle tre regioni del nord è figlia chiaramente della preoccupazione per la diffusione del temutissimo coronavirus. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, incontrando i giornalisti a Londra, a proposito della richiesta dei governatori della Lega su una stretta delle misure anti-coronavirus nelle scuole. La circolare sulla scuola del ministero alla Salute prevede che tutti i bambini e i ragazzi che frequentano scuole e università possano tornare in classe a meno che non siano stati a contatto con un malato nei giorni precedenti. Devono controllare, loro stessi o gli educatori, le proprie condizioni di salute e avvertire le autorità sanitarie se presentano sintomi di malattia respiratoria.

"Ci siamo già attrezzati per far rientrare i nostri cittadini dalla Cina, su altre precauzioni ci manteniamo flessibili: al momento le misure di cautela e precauzione adottate dall'Italia rimangono elevate e non c'è motivo di adottare ulteriori misure".

Chi ha ruoli politici, ha anche il dovere, la responsabilità di dare messaggi di tranquillità e serenità. "La situazione è sotto controllo", ha assicurato. "Che nessuno in Italia pensi di approfittare di questa situazione per manifestazioni discriminatorie o addirittura per episodi di violenza che non potremmo assolutamente accettare". Sarà costituita una task force con i ministri competenti per valutare l'impatto economico di eventuali misure di protezione.

La polemica con i governatori leghisti incalza anche dopo la riposta di Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, che ha ribadito le linee guida in materia di salute previste dagli organi statali "Ognuno faccia il proprio lavoro".

Basta leggere la Costituzione.

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