Monica Leoffredi attacca Diletta Leotta: il monologo a Sanremo fa discuetere

Ausiliatrice Cristiano
Febbraio 5, 2020

Scrittrice, giornalista, docente della Facoltà di Scienze Politiche all'Università di Miami, l'italo-israeliana è pronta a calcare il palco dell'Ariston con un monologo contro la violenza sulle donne. Nemmeno Rula si è curata di nascondere la commozione, completamente assorbita dal senso del suo intervento.

E arrivano i dati quantomai sconfortanti: "In Italia, in questo magnifico Paese che mi ha accolto, i numeri sono spietati: ogni 3 giorni viene uccisa una donna, 6 donne sono state uccise la scorsa settimana". Non c'è centimetro di passo avanti che non dobbiamo conquistarci sudando come dopo tre ore di spinning, altroché. "L'uomo che l'ha violentata per anni, il cui ricordo incancellabile era con lei, mentre le fiamme mangiavano il suo corpo, aveva le chiavi di casa".

Diletta Leotta ha subito lasciato il segno a Sanremo 2020. "Io sono diventata la donna che sono grazie a mia madre ed anche a mia figlia, che è seduta in mezzo a voi (la figlia Miral, ndr)", recita ancora. Di non corrispondere ai canoni estetici che sognavamo e di essere libere di ristrutturarsi quando non ti "capita" la bellezza che desideravi per te stessa. Su Instagram conta poco più di 1.000 followers e, fatta eccezione per qualche foto con gli amici o quella al fianco di Barack Obama, preferisce immortalare paesaggi e piatti gustosi.

Sanremo 2020 Rula Jebreal

Un terribile evento che ha inevitabilmente segnato la vita delle due sorelle che nel corso degli anni sono riuscite a farsi forza l'un l'altra. Adesso parlo agli uomini.

Ci si divide, ma del resto Diletta Leotta è più che abituata a tutto questo e combatte ogni giorno contro le critiche, non a caso ieri ha scelto proprio quel tema da portare sul palco. Domani chiedetevi pure come fossero vestite le donne a Sanremo stasera.

Il monologo di Rula Jebreal, che è un pugno nello stomaco, inizia con le domande più frequenti rivolte alle donne vittime di violenza nelle aule di tribunale ("Aveva la biancheria intima quella sera?", "Trova sexy gli uomini con i jeans") per denunciare "una verità amara, crudele: noi donne non siamo mai innocenti, perché abbiamo denunciato troppo tardi o troppo presto, p perché siamo troppo belle o troppo brutte, insomma ce la siamo voluta". "Vogliamo essere musica", conclude.

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