Formula 1, Louis Camilleri: "Ambizione Ferrari è quella di sempre, vincere"

Rufina Vignone
Febbraio 5, 2020

Il frutto di questo perfetto tempismo è un nuovo incremento delle vendite.

La seconda parte del 2019 rischiava di essere un periodo difficile per Ferrari, le cui vendite avrebbero potuto rallentare a causa del fisiologico calo di immatricolazioni a cui sono andate in contro le 488 GTB e 488 Spider (nell'ultimo periodo di produzione). I ricavi sono cresciuti del 10% a 3,77 miliardi, l'Ebitda adjusted del 14% a 1,27 miliardi.

Sui suoi affari, il Cavallino paga una imposta del 20%, "principalmente grazie all'effetto congiunto del Patent Box e delle deduzioni legate all'iper-ammortamento e al super-ammortamento conformemente alla normativa fiscale italiana". L'utile diluito per azione - al netto delle voci straordinarie - è cresciuto a 3,71 euro, in aumento del +9,1% rispetto all'esercizio precedente.

L'unica nota stonata è il guadagno netto, diminuito dell'11% da 787 a 699 milioni di euro. Un trader fa notare che i numeri della nuova guidance sono inferiori a quelli attesi. I conti dell'anno sono stati comunicati dalla casa di Maranello che ha rivisto i target 2020 al rialzo rispetto al piano annunciato nel Capital Markets Day del 18 settembre 2018: ricavi netti maggiori di 4,1 miliardi (la stima era maggiore di 3,8), ebitda adjusted tra 1,38 e 1,43 miliardi (maggiore di 1,3), ebit adjusted tra 0,95 e 1 miliardo (0,9). Invariata la stima del free cash flow industriale (maggiore di 0,4 miliardi).

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