Due casi di Coronavirus in Italia, Burioni: "Cambia tutto e niente"

Barsaba Taglieri
Febbraio 5, 2020

La mortalità del 3% sarebbe un tasso altissimo, speriamo sia molto di meno.

Oltre alle analisi di Burioni, ci sono da registrare anche le recenti parole del direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani, Giuseppe Ippolito. E' concorde con il Premier anche il ministro Francesco Boccia, che a sua volta ha affermato: "Le linee guida in materia di tutela della salute in Italia sono competenza dello Stato". La situazione è molto grave, ma non c'è da avere paura, se non della paura stessa, come affermava Roosvelt. Così l'immunologo Roberto Burioni e il collega Nicasio Mancini, virologo del San Raffaele, commentano sul sito Medicalfacts la conferma dei due primi casi di Coronavirus in Italia. L'unica arma che possiamo utilizzare per tentare di bloccare questa epidemia è, insieme alla diagnosi precoce, l'isolamento.

Per Burioni è basilare identificare nel più breve tempo chi ha avuto contatti con persone contaminate, occorre tenere in isolamento e sotto osservazione questi soggetti fino all'esito del test. Dalla Cina non arrivano purtroppo dati attendibili. "La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3% Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese".

"A elezioni avvenute - ha aggiunto Burioni - posso dire che Bonaccini è stato il primo in Europa a capire la pericolosità degli antivaccinisti ed è stato il primo a pensare all'obbligatorietà".

Burioni ha anche invitato la popolazione a non andare nel panico.

"Avevamo ragione - ha concluso il medico - e questa volta ci dispiace perché avremmo preferito avere torto. Abbiamo sempre detto che i numeri cinesi erano poco affidabili e che era meglio non fidarsi, ora è evidente a tutti che le cose stanno effettivamente così". "Ma credo che la situazione attuale richieda ai paesi di tutto il mondo, compreso il nostro, di essere pronti a fare di tutto per controllare l'eventuale diffusione del coronavirus", aggiunge.

LF: In quale modo controllare il coronavirus? In che modo? "Non andando in Cina e controllando chi arriva dalla Cina". Per questo motivo Burioni concorda con la richiestadi alcuni governatori di Regione della Lega di avere maggiore attenzione prima di riammettere bambini provenienti dalla Cina nelle scuole.

"È proprio questo a non doverci fare allarmare più di tanto".

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