Coronavirus, una ragusana lo "isola". E' Concetta Castilletti, ricercatrice dello "Spallanzani"

Bruno Cirelli
Febbraio 5, 2020

Concetta ha 56 anni, due figli grandi e una famiglia che la supporta da sempre, a partire dal marito.

Ieri lo scherzo di cattivo gusto, oggi la straordinaria notizia che una squadra di medici italiani ha fatto passi avanti nel lavoro di ricerca di un antidoto.

"Stamattina ero andato allo Spallanzani dopo la consueta riunione della task force sul coronavirus - ha detto Speranza - per ringraziare donne e uomini che ormai 24 ore al giorno seguono questa vicenda. Tre storie, tre donne che sono un esempio dell'Italia che vogliamo!" ha twittato anche il presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti. Allora noi ci siamo mossi subito.

Che una struttura pubblica (con contratti non certo milionari) riesca a raggiungere certi risultati dimostra che il talento del nostro Servizio Sanitario Nazionale meriterebbe un trattamento migliore e meriterebbe soprattutto un riconoscimento più vasto. La scoperta verrà messa a disposizione della comunità internazionale. "Sono sinceramente molto orgoglioso, anche a nome di tutto il governo, di questo lavoro". "Spero sia così - ha confessato Francesca -, ma questo è un settore in cui si lavora per passione". Laureata in Biologia applicara alla ricerca biomedica e specializzata in microbiologia e virologia all'Università "La Sapienza" di Roma, da quasi 6 anni si trova allo Spallanzani, dove attualmente è legata da un contratto co.co.co. con un reddito annuo di circa 16.770 euro.

Roma, 3 febbraio - ‎A meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, due turisti cinesi ricoverati all'Inmi L. Spallanzani di Roma, un team di ricerca dello stesso istituto è riuscito a isolare il nuovo coronavirus che, partito dalla Cina, è ormai diventato un'emergenza sanitaria mondiale. La classica "precaria", insomma, uno dei tantissimi casi di brillantissimi giovani ai quali il nostro Paese non riesce colpevolmente ad assicurare nemmeno una posizione professionale stabilizzata (che, chissà, forse ora Francesca riuscirà finalmente ad ottenere), costringendoli a fuggire all'estero. Una precaria, ma con tanta esperienza. E' responsabile dell'Unità virus emergenti dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive capitolino e Francesca Colavita, ricercatice 30enne precararia ma con un curriculum già degno di nota. Ci siamo riuniti intorno a un tavolo e abbiamo pensato: ci vuole una diagnostica molecolare. Il primo è stato il sindaco di Procida Dino Ambrosino che ha voluto congratularsi con lei, portandole l'affetto e la stima di tutta l'isola: "È una grande gioia accertare che l'unico legame tra Procida e il Coronavirus è dato dalle origini della dottoressa Capobianchi".

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