Coronavirus, sciopero medici a Hong Kong

Bruno Cirelli
Febbraio 5, 2020

Intanto si è verificato il primo caso di contagio in Belgio.

Centinaia di medici e paramedici stanno protestando a Hong Kong chiedendo al governo locale la chiusura del confine con la Cina, come misura per bloccare il contagio del coronavirus di Wuhan. Attualmente, la Farnesina è al lavoro per poterlo riportare in Italia il prima possibile, mentre sono in corso riunioni operative a vari livelli in tal senso. "I risultati dei test degli altri compatrioti sono negativi". Ha anche esortato i residenti di Hong Kong ad "affrontare uniti" la lotta all'epidemia, che ha ucciso sinora oltre 360 persone, tutte in Cina tranne una. Secondo la Cnn si tratta della Diamond Princess ormeggiata nel porto di Yokohama con 2.600 passeggeri e 1.045 membri dell'equipaggio.

Cina, carcere per chi diffonde notizie false - I tribunali cinesi scendono in campo per "arginare" l'emergenza coronavirus.

Sono 635 i pazienti totali dimessi dagli ospedali in Cina dopo essere stati trattati con successo contro il coronavirus: si tratta di 160 guarigioni nelle ultime 24 ore. Nei giorni scorsi i collegamenti sono stati molto ridotti: al momento restano aperti solo tre varchi, i due grandi ponti verso Shenzhen e verso Macao, più l'aeroporto internazionale, ma con voli ridotti.

Il Giappone ha messo in quarantena una nave da crociera con 3.500 persone a bordo dopo che un passeggero di 80 anni è risultato positivo al coronavirus cinese. Intanto, è salito a 20.438 il numero dei contagiati dal coronavirus in Cina. L'epidemia di polmonite virale in Cina ha interrotto la fornitura di componenti per il cablaggio, ha detto un portavoce della Hyundai. In tutto sono 46 le compagnie che hanno sospeso voli da e per la Cina. Lo ha annunciato il governatore dell'ex colonia portoghese, Ho Iat-seng.

Chiesto alle linee aeree di non sospendere i voli - Pechino ha poi ordinato alle compagnie aeree di non sospendere i voli da e per i Paesi stranieri che non abbiano espressamente imposto un divieto ai viaggiatori cinesi.

La Hyundai Motor, la principale casa automobilistica della Corea del Sud, e la controllata Kia Motors hanno sospeso alcune linee di assemblaggio fino all'11 febbraio.

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