Coronavirus: "Forse la Cina non ha lanciato subito l'allarme"

Barsaba Taglieri
Febbraio 3, 2020

Nelle scorse ore la Cina ha registrato 57 nuovi decessi legati al coronavirus: le vittime salgono così a 362, superando i decessi causati dalla Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) che nel 2002-03 furono 349, secondo i numeri ufficiali dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

I 56 italiani sono rientrati a casa. "Sono stati sotto pressione - ha aggiunto - e sono un po' stanchi da viaggio ma non appaiono particolarmente provati". In particolare si tratta di 18 turisti cinesi, un tour operator anch'esso cinese e un autista italiano, verosimilmente quello che da Parma ho portato la coppia a Firenze il 27 gennaio. Aveva 37.7 gradi e ora i sanitari stanno cercando di capire se sia stato contagiato dal coronavirus. Massimo riserbo sulla nazionalità anche se il personale medico ha tranquillizzato sulle condizioni dei ricoverati. Negli sforzi per contenere il contagio, le categorie finite nel mirino includono coloro ai quali è stata diagnosticata la febbre collegata alla polmonite e coloro che sono stati "in stretto contatto" con pazienti contagiati accertati.

Ma la situazione in Cina continua ad essere critica.

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