Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb multate con 228 milioni di euro

Paterniano Del Favero
Febbraio 2, 2020

Maxi sanzione di 228 milioni di euro per Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre: l'Autorità Antitrust ha accertato che le compagnie telefoniche avevano stretto un'intesa anticoncorrenziale relativamente al repricing effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile.

Ma le sanzioni non potrebbero finire qui. L'Antitrust parla di "un'intesa segreta, unica, complessa e continuata, restrittiva della concorrenza" tra Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre.

Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre "hanno coordinato le proprie strategie commerciali relative al passaggio dalla fatturazione quadrisettimanale (28 giorni) a quella mensile, con il mantenimento dell'aumento percentuale dell'8,6%". Un pugno duro da parte del Garante che ha colpito anche in passato le compagnie telefoniche. Di fatto per gli utenti significava perdere alcuni giorni di traffico, perché l'addebito scattava prima della fine del mese solare. Questo sistema comportava, in un anno, 13 addebiti del canoni invece di dodici (com'era prima e com'è adesso, quando il canone scatta a ogni mese). Le indagini hanno portato alla luce evidenze di contatti tra gli operatori per stabilire gli aumenti di comune accordo, tra cui una conference call tra gli Operatori e Asstel il giorno stesso dellapprovazione della delibera AGCOM che li obbligava a tornare al regime di fatturazione mensile.

"L'Autorità aveva adottato nel marzo 2018 delle misure cautelari che, grazie alle specifiche modalità e tempistiche, avevano effettivamente impedito l'attuazione dell'intesa". L'Agcom, infatti, ha aperto un procedimento sanzionatorio per tutti gli operatori che non hanno disposto in modo automatico i rimborsi.

Nell'imporre le sanzioni l'Autorità ha bilanciato la necessità che esse abbiano efficacia deterrente rispetto a possibili future condotte concertate tra i suddetti operatori e, d'altro canto, l'esigenza che le stesse non siano ingiustificatamente afflittive.

La decisione dell'AGCM punisce gli operatori per il comportamento tenuto dopo l'entrata in vigore delle norme che li obbligavano a tornare alla fatturazione su base mensile: le rimodulazioni dei piani, con prezzi al rialzo, sono state di fatto operate in blocco, in regime che possiamo definire di cartello, con un effettivo danno ai consumatori, vista la mancata reale concorrenza. "La telenovela, purtroppo, non è ancora finita, dato che le compagnie impugneranno al Tar". Oggi arriva questa decisione che speriamo chiuda in maniera definitiva la vicenda 28 giorni. "Ma almeno si è messo un punto importante in questa triste vicenda" prosegue Dona.

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