Italia ultima nell'Ue per crescita economica (FMI)

Paterniano Del Favero
Gennaio 31, 2020

I prossimi non saranno mesi facili per il nostro Paese.

Il documento, che dovrà essere discusso dal direttorio del Fondo a metà marzo, pronostica un più 0,5% del Pil nel 2020 e una crescita dello 0,6%-0,7% negli anni successivi, in linea con le cifre fornite lo scorso 20 gennaio durante il Wef a Davos.

"L'avverarsi di shock, come un'escalation delle tensioni commerciali, una frenata negli scambi con i principali patner o eventi geopolitici potrebbero comportare prospettive molto più deboli". E le cattive notizie non finiscono qui. E ha aggiunto: "Prevediamo il deficit a circa il 2,4% del Pil nel 2020 e poi in lieve calo, mentre il debito resterà vicino al 135% nel medio termine, prima di salire nel lungo termine a causa della spesa pensionistica", dando spazio ad un bilancio neutrale per l'anno in corso per poi "approfittare degli attuali bassi tassi d'interesse per mettere in atto un credibile consolidamento di medio termine che porti a un surplus di mezzo punto entro il 2025". Infine, non bisogna dimenticare che il cuneo fiscale è ancora al 48%, quindi molto al di sopra del 42% della media Ue. "È importante preservare l'indicizzazione dell'età pensionabile in base all'aspettativa di vita, garantire l'equità attuariale anche per il pensionamento anticipato (ovvero, collegare strettamente le prestazioni a vita con i contributi a vita) e adeguare i parametri pensionistici per garantire l'accessibilità economica".

FMI avverte: Italia, crescita lenta. Sì al reddito, ma va corretto (Corriere della Sera)

"La capitalizzazione e la qualità degli attivi delle banche - sostiene l'Fmi - sono migliorate considerevolmente". Se il Governo non prende decisioni coraggiose, il Paese è destinato a essere il fanalino di coda d'Europa con un tasso di crescita tra i più bassi. "Come principio generale occorre porre attenzione all'uso dell'amministrazione straordinaria in modo che non ritardi azioni decisive ove necessarie" ricorda il documento. Il primo è di aver fatto più della maggioranza degli altri Stati per quanto riguarda le riforme sulla previdenza, generando risparmi nel lungo periodo.

BENE RIDUZIONE NPL MA PICCOLE E MEDIE BANCHE A RISCHIO - Fronte banche, l'Fmi riconosce i "consistenti progressi" sul risanamento, in particolare sulla riduzione dei crediti deteriorati (Npl), ma rileva la persistente bassa redditività, specialmente per gli istituti medi e piccoli, raccomandando di "evitare il più possibile" il ricorso al Fondo di tutela dei depositi. "Ma con Quota 100 ha aumentato la spesa e creato una discontinuità nell'età del ritiro".

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