Famiglia in quarantena, il figlio disabile muore abbandonato

Barsaba Taglieri
Gennaio 31, 2020

Tutto sarebbe iniziato il 17 gennaio quando in occasione del Capodanno lunare, come tutti cinesi, l'uomo aveva lasciato il piccolo villaggio di origine, dove risiede col figlio, per recarsi a Wuhan, la città che si è rivelata essere l'epicentro dell'epidemia di coronavirus. Al genitore era stato detto che del diciassettenne si sarebbero occupati i funzionari del locale Partito comunista a cui si era affidato anche in passato per brevi spostamenti. Nel frattempo però Yan veniva lasciato solo, senza cure, acqua e cibo. Protagonista di questa drammatica notizia è il giovane 17enne Yang Cheng, un ragazzo disabile affetto da una paralisi cerebrale, una patologia che ha sempre impedito al giovane di poter essere autonomo e di essere continuamente assistito.

Il 17enne è stato visitato inizialmente anche da una zia. Due volte in sei giorni. Entrambi, infatti, erano febbricitanti ed erano sospettati di aver contratto il virus. E per lo stesso motivo, impossibilitato a muoversi dalla struttura dov'era trattenuto in quarantena, il padre del ragazzo aveva pubblicato dei messaggi per chiedere di aiutare il figlio disabile rimasto a casa da solo. Papà Yan Xiaowen ha sviluppato il virus 3 giorni dopo.

Il quotidiano britannico 'Guardian' riferisce che l'associazione "Riso e miglio" per l'assistenza dei bambini con paralisi cerebrale e altre malattie, fondata da un ex giornalista dei media di Stato, ha pubblicato le foto del ragazzo su una sedia a rotelle e a letto su Wechat. Il ragazzo era pressocché immobilizzato dalla malattia e aveva difficoltà nel parlare. Le autorità di Huahe ora hanno annunciato che è stata aperta un'inchiesta. La linea di emergenza messa a disposizione dalle autorità provinciali cinesi è raggiungibile al numero: 027-87122256.

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