Iraq, cinque missili esplodono vicino all’ambasciata Usa a Baghdad

Bruno Cirelli
Gennaio 28, 2020

Resta elevata la tensione in Iraq, dove in meno di un mese si è arrivati al terzo attacco verso la rappresentanza diplomatica statunitense da parte di manifestanti e di miliziani, l'ultimo ieri portato a termine con 5 razzi che sono esplosi nella Zona Verde, vicino all'ambasciata, fortunatamente senza provocare vittime, ma la Reuters ha riportato di tre feriti fra il personale della delegazione. Lo rivelano due fonti delle forze di sicurezza.

Il premier ad interim iracheno, Adel Abdul Mahdi, ha condannato su Twitter il lancio di razzi: "Denunciamo la continuazione di questi atti illegali che indeboliscono lo stato e la nostra sovranità". L'arresto è avvenuto in mezzo a intense tensioni regionali che hanno avuto inizio quando i militanti hanno attaccato l'ambasciata statunitense a Baghdad.

L'attacco al momento non è stato rivendicato. Il 24 gennaio decine di migliaia di persone, secondo alcuni oltre un milione, sono scese in piazza rispondendo all'appello del leader radicale sciita Moqtada al-Sadr, chiedendo la cacciata delle truppe Usa. In passato, per operazioni analoghe Washington aveva accusato le milizie locali sciite sostenute e finanziate dall'Iran.

Lo stesso giorno centinaia di manifestanti anti-governativi si sono precipitati tanto a Baghdad quanto nelle piazze di altre città irachene e una ventina di loro è rimasta ferita negli scontri con le forze dell'ordine.

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