Il Salone del libro di Torino invita Altaforte Edizioni

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 26, 2020

"Ogni editore per noi è importante con il suo lavoro arricchisce varietà titoli garantendobibliodiversità, aiuta a preservare la pluralità e diffusione delle idee" è il testo della mail, pubblicata e diffusa da "il Primato nazionale", la versione online della rivista cartacea edita dallo stesso editore di Altaforte, Francesco Polacchi. La casa editrice Altaforte, l'anno scorso al centro delle polemiche per aver pubblicato un libro-intervista a Matteo Salvini e per l'esclusione di un suo editore - Francesco Polacchi - per via dei suoi legami con Casa Pound, ha ricevuto infatti nella giornata di ieri, per posta elettronica, un invito a partecipare alla kermesse del prossimo maggio. L'invito sarebbe arrivato per mail. "Sembrerebbe proprio di sì", scriveva poco fa il sito Il Primato Nazionale, dando risalto alla notizia di quello sembrava un invito ufficiale e gioendo per quella che veniva vista come "una inversione di rotta, con le velleità censorie ormai relegate a roba dell'anno passato".

Sempre l'agenzia di stampa riferisce però che il Salone puntualizza: non è un invito bensì è "una comunicazione commerciale automatizzata partita dall'Aie (Associazione italiana editori) verso un database contenente i contatti di tutti coloro che hanno richiesto un codice ISBN negli ultimi due anni". Il Salone del Libro ribadisce che i contratti sono da perfezionare per volontà delle due parti ma che "visto il pregresso avvenuto nel 2019" non intende sottoscrivere "alcun contratto con le suddette società". Tra i destinatari, dunque, anche "la casa editrice SCA2080 srl con sede a Roma, che a quanto pare, risulta collegata al marchio Altaforte".

"Parteciperemo nonostante le polemiche politiche che quasi sicuramente si solleveranno, riteniamo che avere uno spazio sia un nostro diritto. Ma ci tengo a precisare che la causa di risarcimento per il danno di immagine subito l'anno scorso andrà avanti". Una presenza "incompatibile" aveva detto, tanto da spingere la sindaca Chiara Appendino e l'allora governatore piemontese Sergio Chiamparino a decidere per l'esclusione dell'editore che ha avviato una vertenza legale.

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